Costa D’Avorio, la peste vegetale mette in crisi la produzione di cacao e la stabilità della nazione

La peste vegetale ha investito le piantagioni di cacao della Costa D’ Avorio occidentale e minaccia, proprio nell’ anno dei prezzi record, il raccolto autunnale della più preziosa materia prima prodotta in questa parte dell’ Africa. Conosciuta da tutti coltivatori della regione francofona come pourriture brune, si tratta dell’ aggressione di un batterio che si diffonde nel clima umido della stagione delle piogge. Dieci giorni di precipitazioni quasi ininterrotte alla fine dei giugno hanno innescato l’ epidemia nelle piantagioni dell’ ovest.

Il colore della malattia

Il processo di aggressione è evidente poiché la drupa che contiene i semi di cacao cambia rapidamente colore passando dal giallo-rosso brillante a un esplicito color marrone marcio. Il cacao si raccoglie rigorosamente a mano da alberi di circa cinque metri, e il frutto ha dimensione e forma di un piccolo pallone da rugby. All’interno custodisce una batteria di 40-50 semi bianchi, che una volta seccati vengono venduti da migliaia di produttori africani alle imprese di trasformazione che alimentano il fiume di cacao che l’Africa esporta verso Stati Uniti ed Europa.

Milioni di famiglie

In Costa d’Avorio sei milioni di persone vivono del raccolto di cacao. Con oltre 1,22 milioni di tonnellate esportate (36% della produzione mondiale), Abidjan è di gran lunga il primo produttore mondiale in un sistema di agricoltura non meccanizzata e altamente parcellizzata che coinvolge più di 900mila produttori. Per il paese africano il cacao significa anche valuta pregiata: un miliardo di dollari nel ’96, appena sotto le esportazioni petrolifere.

Circoscrivere l’ epidemia

L’ attacco della pourriture brune è dunque evento che coinvolge e spaventa quasi l’ intera popolazione del paese. L’ allarme – giunto proprio mentre il prezzo del cacao aveva raggiunto i massimi da 33 anni – è stato lanciato nella provincia occidentale di San Pedro, quasi al confine con la Liberia. La malattia ha interessato le piantagioni di San Pedro, di Taboue e ancora quelle di Sassandra. Per circoscrivere l’ epidemia nella zona occidentale, dove molti coltivatori non hanno accesso a prodotti chimici disinfettanti, è stato ordinato il taglio delle piante. A San Pedro alcuni coltivatori hanno già dovuto intervenire con la decimazione degli alberi nel speranza di isolare le piante sane e arrestare la propagazione della malattia che rischia altrimenti di propagarsi come un incendio.

Patrimonio nazionale

Negli ultimi anni la produzione di cacao in Costa D’Avorio ha subito ripetuti rovesci, e non solamente di tipo batterico o virale. Migliaia di planteurs, soprattutto nelle zone di confine tra il nord e il sud del paese hanno dovuto abbandonare case e piante a causa delle violenze riesplose in seguito alla guerra civile del 2002-2004 e proprio in questi mesi il governo sta lavorando a un piano di rotazione delle piante di cacao per ripristinare un patrimonio su cui si fonda la stabilità del paese.

IlSole24Ore