Grecia, sciopero dei camionisti: turisti a corto di benzina

Gli autotrasportatori greci hanno deciso di continuare lo sciopero che da cinque giorni tiene l’intero Paese a corto di benzina, cibo e farmaci, e che ha costretto migliaia di turisti a cancellare le loro vacanze. La decisione è stata annunciata a conclusione di un’assemblea generale della categoria, al termine della quale centinaia di camionisti hanno marciato verso il Parlamento per protestare contro il piano del governo di avviare una liberalizzazione delle licenze, nell’ambito di un piano di risanamento dell’economia nazionale varato d’accordo con l’Unione Europea e con il Fondo monetario internazionale in cambio di un prestito da 110 miliardi di euro. “Non ci tireremo indietro, abbiamo deciso di continuare lo sciopero”, ha dichiarato il leader del sindacato di categoria Giorgios Tzortatos.

La decisione di proseguire lo sciopero iniziato lunedì, che sta mettendo in ginocchio l’industria turistica del Paese, è un nuovo gesto di sfida al governo socialista di George Papandreou, che mercoledì sera ha emesso un’ordinanza di precettazione ordinando ai circa 33mila camionisti aderenti alla protesta di rimettersi al lavoro. Da ieri sera, allo scadere delle 24 ore dall’emissione dell’ordine, gli autotrasportatori in sciopero sono perseguibili per legge e rischiano di perdere le loro licenze.
Circa 100mila turisti serbi sono bloccati in diverse località del Paese, soprattutto nelle isole e nelle località costiere dell’Egeo settentrionale, e centinaia di veicoli presi in affitto dai vacanzieri sono stati abbandonati ai margini delle strade dopo essere rimasti a secco. Secondo quanto riferito da alcuni turisti alla stampa locale, la benzina è disponibile soltanto al mercato nero al prezzo di 5 euro al litro, circa tre volte superiore a quello ordinario. Le poche stazioni ancora rifornite di carburante sono letteralmente prese d’assalto dalle auto.
Adnkronos