LEGGE ELETTORALE / Opposizione e Fli premono per la modifica, Pdl e Lega Nord fanno muro

LEGGE ELETTORALE –  “No“. E’ sintetica la risposta di Umberto Bossi quando gli chiedono se la legge elettorale verrà modificata. Pdl e Lega fanno muro sulla riforma ma il pressing di tutte le altre forze politiche resta in campo. Oggi all’ufficio di presidenza della commissione Affari Costituzionali della Camera a Pd e Udc si sono aggiunti Fli e Idv nel chiedere che la riforma, già incardinata al Senato, sia discussa anche a Montecitorio. “Sta succendo qualcosa -commenta il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani– dico con soddisfazione che, dopo mesi di lavoro perche’ il tema della legge elettorale venisse fuori, sta succedendo qualcosa e comincia a camminare”. Mentre Pier Ferdinando Casini spiega: “La nuova legge elettorale è nel cassetto. Dobbiamo superare questa legge elettorale. La riforma è nel cassetto, quando ci saranno le urne in vista si tirerà fuori e in dieci minuti potrà essere approvata. Una legge che è tutt’altro che un ribaltone, perchè il ribaltone non c’entra niente con la legge elettorale, ma ridà ai cittadini la possibilità di essere padroni della politica italiana”. Nel merito di quale riforma non si è ancora entrati. E tanto per mettere le mani avanti, nel caso di uno scivolamento verso un’intesa sul proporzionale, domani si riunirà la prima assemblea per l’uninominale, promossa da 17 tra deputati e senatori di entrambi gli schieramenti tra Pd, Pdl e Fli. Tra i promotori anche Enrico Morando e Stefano Ceccanti, vicini a Walter Veltroni. Pd, Udc, Idv e Fli hanno chiesto che la riforma elettorale sia incardinata anche alla Camera ma, visto che il provvedimento è già in discussione al Senato, occore il via libera di Renato Schifani a Gianfranco Fini per esaudire la richiesta. “La vedo difficile -dice Roberto Zaccaria (Pd), vicepresidente della commissione Affari Costituzionali- non credo che Schifani darà l’ok anche perche’ qui alla Camera la situazione politica è diversa e si potrebbe arrivare a una maggioranza per la riforma. Ora siamo all’antipasto, ma daipossa essere ottimo… e quindi non credo che Schifani esaudira’ la nostra richiesta”. Da regolamento, infatti, visto che la riforma elettorale è stata già incardinata in commissione al Senato il 22 settembre scorso, questo impedisce che anche Montecitorio avvii una discussione sullo stesso provvedimento. Comunque, aver raccolto Pd, Udc, Idv e Fli è già un segnale politico importante secondo il centrista Pierluigi Mantini: “Oggi la maggioranza dei gruppi, formata da Udc, Fli, Pd, Idv, si è espressa a favore della proposta di Casini di calendarizzare, alla Camera, la riforma della legge elettorale. Ora compete al presidente della Camera Fini raggiungere le intese, previste dai regolamenti, con il presidente del Senato Schifani. Con il voto di oggi si conferma che esiste in Parlamento una maggioranza politica per una nuova, doverosa, legge elettorale. Berlusconi ne tenga conto”.

Fonte: Adnkronos