Il Pdl contesta il voto della Camera sull’arresto di Papa: “E’ da rifare”

La Camera dei Deputati

PDL CONTESTA VOTO SU ARRESTO PAPA – Il Pdl non ci sta. A meno di 24 ore dal voto della Camera sull’arresto di Alfonso Papa, gli esponenti del partito continuano a protestare sulla vicenda. Il primo a farlo è stato il premier Berlusconi, adiratissimo (in particolare con gli alleati della Lega), che vede dietro il ‘siluramento’ di Papa un tentativo per colpirlo politicamente. “Per buttarmi giù sacrificano Papa“, ha detto.

Ora i fedelissimi del presidente del Consiglio contestano lo svolgimento della procedura di voto, accusando i deputati delle opposizioni, e in particolare del Pd e dell’Idv, di aver reso riconoscibile la loro preferenza nonostante fosse stato adottato il voto segreto. “Il sistema di segretezza del voto è a tutela dei singoli parlamentari – ha dichiarato Dario Franceschini, capogruppo del Partito democratico a Montecitorio – ma nulla osta che il singolo deputato renda palese il suo voto con uno stratagemma tecnico consentito dal sistema che comunque funziona”. Apriti cielo. Queste parole incrementano l’ira del capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto, che vorrebbe rifare la votazione. “Le parole di Franceschini – dice – sono la testimonianza evidente che su Papa non c’è stato voto segreto, e che ci sarebbero gli estremi per invalidare quella votazione. Deve esserci garanzia di un voto segreto, non la parodia di un voto segreto. Senza una procedura che garantisca davvero la segretezza del voto, ritireremo la nostra adesione al meccanismo di voto con il sistema elettronico e con le impronte digitali”. La questione verrà valutata dall’ufficio di presidenza della Camera, che si riunirà questo pomeriggio.

Intanto Alfonso Papa ha trascorso la sua prima nottata in carcere: l’interrrogatorio di garanzia dovrebbe svolgersi nei prossimi giorni.

Redazione online