Finanziaria Monti, Madia (PD): “E’ stata una manovra dura ma necessaria”

INTERVISTA DEPUTATO MADIA PD – Gentile Onorevole Madia, lieti di ospitarla su Direttanews. Si è da sempre battuta contro la violenza sulle donne e a tutela dei loro diritti: come è possibile ostacolare a suo parere questa vera e propria piaga sociale?

La violenza sulle donne è inaccettabile e ingiustificabile. Per qualsiasi motivazione e a qualsiasi donna. Quindi c’è un aspetto penale. Servono certezza della pena per gli uomini violenti, più strutture di ascolto e prevenzione ecc.. Da questo punto di vista la legge sullo stalking che “semplifica” l’opera di prevenzione delle forze dell’ordine nei confronti di fenomeni che possono degenerare in violenza è stata un ottimo provvedimento. Sono felice che ora ci siano donne alla guida di Ministeri tradizionalmente maschili come Giustizia e Interni. Sono sicura che la loro sensibilità e competenza le porterà, con la collaborazione del Parlamento, a provvedimenti ancora più incisivi di contrasto alla violenza sulle donne. Poi c’è un discorso sociale ed economico. In molti casi quest’ultime sono vittime della violenza quando sono deboli: meno autonome, meno colte, con minori disponibilità economiche. Bisogna quindi migliorare la condizione sociale delle donne, a partire dalle lavoratrici: stipendi, carriere, conciliazione dei tempi di lavoro e di cura della famiglia ecc. Sono sicura che donne più “forti” socialmente ed economicamente subiscano di meno la violenza o comunque sappiano reagire con più forza.

I maggiori sindacati italiani si sono espressi non in favore della manovra finanziaria dell’attuale esecutivo: qual è la sua opinione a riguardo?

E’ stata una manovra dura ma necessaria. Varata in un momento di emergenza da un Governo, come ha detto il Presidente della Repubblica, formato da personalità politicamente indipendenti che hanno dovuto farsi carico della tenuta  finanziaria del Paese. E’ stata una manovra che ha dovuto contemperare le esigenze della nuova maggioranza che sostiene il Governo, formata da forze politiche che si trovano su campi opposti. Poi ci sono le forze sociali come i sindacati. Paradossalmente sono “quasi” lieta che il sindacato abbia espresso la sua posizione attraverso  rivendicazioni diverse rispetto a quanto presentato da Monti. Al sindacato, che rappresenta i suoi iscritti, sta il compito di rivendicare, alla politica, che cerca di rappresentare tutti, sta poi il compito di mediare. Questo succede in un Paese normale.

Premesso questo se entriamo nel merito è una manovra uscita meglio dal Parlamento rispetto a quando vi è entrata. E a saldi invariati. Grazie al lavoro del PD siamo riusciti, ad esempio, ad aumentare l’indicizzazione delle pensioni o a estendere il campo delle deroghe alle nuove regole pensionistiche per i lavoratori in mobilità. Resta ancora molto da fare e cominceremo non dal prossimo anno, ma da ora con i prossimi provvedimenti che esamineremo.

In merito alle prossime elezioni, Angelino Alfano sul suo futuro si è così espresso: “Io Presidente del Consiglio? Non decido io cosa farò”. Come risponde a queste sue dichiarazioni?

Francamente nulla, visto che lavoro per un’altra opzione politica e naturalmente per un altro candidato Presidente del Consiglio. Che sia Berlusconi o Alfano il prossimo candidato del PDL mi importa poco. Chiunque sia è destinato a perdere perché il PDL e i suoi alleati hanno gettato il Paese a un passo dalla catastrofe. La manovra Monti l’ha dimostrato. E gli italiani non ci ricascheranno un’altra volta nel 2013.

Simone Ciloni