Confindustria: la recessione in Italia è finita, ma serve stabilità politica

Giorgio Squinzi presidente di Confindustria (Mario Carlini - Iguana Press/Getty Images)

Stando alle stime del Centro Studi di Confindustria la recessione in Italia è finita nel terzo trimestre 2013, ovvero quello in corso. La continua caduta del Pil sarebbe finita e secondo il Centro Studi nel quarto trimestre il prodotto interno lordo tornerà positivo: a +0,3%. La recessione è finita, ma la ripresa dell’economia italiana, pur giunta “al punto di svolta”, sarà “lenta”, avverte Confindustria. “Persistono infatti rischi, interni e internazionali, e ostacoli£, mete in guardia il Csc nel suo rapporto sugli scenari economici. Sopratutto, aggiunge, “cruciale è la stabilità” politica.

Contrariamente alle previsioni dell’Istat diffuse ieri, il Centro Studi di Confindustria migliora le proprie stime sul Pil italiano, che nel 2013 scenderà “solo” dell’1,6% e non più dell’1,9% come indicato lo scorso giugno. Inoltre, l’istituto prevede una crescita in rialzo nel 2014, a +0,7% e non più a +0,5%, come stimato in un primo momento.

Per l’occupazione però non ci sono ancora buone notizie. Nel quarto trimestre 2013 ci saranno 1 milione e 805 mila posti di lavoro in meno rispetto alla fine del 2007, dall’inizio della crisi, segnando un calo del 7,2% (posti di lavoro indicati come come Ula, Unità di lavoro equivalenti a tempo pieno). Il Centro Studi sostiene che la domanda di lavoro riprenderà solo nella “primavera del 2014”.

Rimane alta la pressione fiscale, che nel 2013 toccherà il 44,5% del Pil, in aumento dal 2012 quando era al 44%. Nel 2014 scenderà di poco, attestandosi al 44,2%. La pressione fiscale effettiva, esclusa l’economia sommersa, arriverà al 53,5% nel 2013 e al 53,2% nel 2014.

Per quanto riguarda invece la spesa delle famiglie italiane, che nel 2012 era diminuita del 4,3%, secondo il Centro Studi di Confindustria scenderà quest’anno del 2,8% e l’anno prossimo dello 0,1%. Anche queste stime sono state riviste al ribasso, dopo le previsioni iniziali di -3,0% nel 2013 e -0,3% nel 2014.

Nonostante le previsioni di una ripresa economica a rilento, il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi ha detto, rivolto al premier Enrico Letta, che gli imprenditori italiani non si accontenteranno di una risalita lenta. E’ necessario che il governo italiano si dia da fare, che riduca la pressione fiscale, soprattutto le tasse sul lavoro (il cosiddetto cuneo fiscale), e adotti misure per rilanciare l’occupazione. “Non basta agganciare la ripresa internazionale“, ha sottolineato Squinzi. “Soprattutto – ha aggiunto – c’è bisogno di una stabilità di governo“, perché “la situazione è molto preoccupante“.

Redazione