Crisi siriana, all’Opcw la lista delle armi chimiche

Sede dell'Opcw (Guus Schoonewille/AFP/Getty Images)

L’Opcw (Organisation for the Prohibition of Chemical Weapons), organizzazione che si occupa di disarmo chimico con sede all’Aia, ha fatto sapere, con un comunicato, di aver ricevuto dalla Siria l’inventario del suo arsenale chimico, così come previsto dall’accordo accolto dal segretario di Stato Usa John Kerry, su proposta del ministro degli Esteri, Sergei Lavrov, e del quale il governo di Damasco ha accettato le condizioni.

Si legge in una nota dell’Opcw diffusa nel primo pomeriggio di oggi: “L’Opac ha confermato di aver ricevuto la lista attesa dal governo siriano sul suo programma di armi chimiche. Il Segretariato tecnico sta esaminando le informazioni ricevute”. Ieri, in un’intervista esclusiva a Fox News il presidente siriano Bashar al Assad aveva ammesso, dopo settimane di smentite: “La Siria possiede armi chimiche, ma è decisa a distruggerle”.

Sulla distruzione delle armi chimiche da parte di Damasco è intervenuto anche il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, che ha tenuto una relazione nel corso di un incontro alla Brookings Institution di Washington: “Siamo fermamente contrari all’uso di armi chimiche da parte di qualunque Paese o da chiunque. Noi sosteniamo il rapido avvio del processo per la distruzione delle armi chimiche siriane”. Ha aggiunto il ministro: “Crediamo che una intesa politica sia l’unico modo giusto di disinnescare la crisi siriana”. E’ stata infine confermata, da parte della Cina, membro permanente del Consiglio di Sicurezza Onu con diritto di veto, la propria contrarietà a una soluzione militare.

Redazione online