Corte dei Conti perplessa su copertura della cancellazione Imu

Corte dei Conti

In merito alla norma sulla sanatoria per i concessionari delle slot machine introdotta nel decreto legge Imu per coprire la cancellazione della prima rata dell’Imu, la Corte dei Conti nell’ambito di un’audizione alla Camera ha espresso le proprie perplessità sulla norma evidenziando “le incertezze che circondano la realizzabilità del gettito associato alla nuova norma agevolatrice”.

“Appare opportuno interrogarsi sull’idoneità della norma ad assicurare il maggiore gettito atteso (600 milioni di euro) che concorre in maniera determinante ad assicurare la copertura dell’intero dl”, ha dichiarato il presidente facente funzioni della Corte dei Conti, Raffaele Squitieri.

Come riporta il Sole 24 ore, Squiteri si è soffermato sull’art. 14 del Dl che contiene e amplia una norma della finanziaria 2006 che consentiva ai soggetti condannati con sentenza di primo grado in giudizi di responsabilità amministrativo-contabile di avvalersi dell’istituto processuale della definizione agevolata in appello. Il dl ha ripreso tale norma, individuando i destinatari naturali della disposizione nei concessionari di giochi telematici condannati dalla Corte dei conti (con la sentenza 214 del 2012) a un risarcimento per danno erariale di 2,5 miliardi.

Estendono l’articolo 14 il Dl prevede la possibilità di definire il procedimento pagando una sanzione minima pari al 25% di quanto previsto in primo grado.
Dalla relazione tecnica del decreto legge, il gettito che dovrebbe provenire da questa norma è stato quantificato in 600 milioni.

Tuttavia i magistrati contabili hanno evidenziato le proprie perplessità sulle attese in quanto al momento nessuno concessionario si è avvalso fino ad ora di tale facoltà: “Le istanze presentate sulla base dell’art. 14 risultano pari a 33; gli introiti potenzialmente incamerabili, nella misura percentuale minima del 25% dei danni quantificati nelle sentenze di primo grado, ammontano a circa 270mila euro, di cui solo circa 75mila destinabili direttamente al bilancio dello Stato; le posizioni soggettive già definite con decreto camerale sono 17, per un totale di pagamenti pari a circa 13mila euro”, spiega Squitieri che prosegue affermando che “si tratta delle posizioni economicamente più rilevanti che però, proprio per questo, risentono delle incertezze che caratterizzano questa prima applicazione della norma”.

La Corte dei Conti ha invitato la Camera ha riflettere sull’ipotesi in cui se tali richieste non saranno presentate entro il 15 ottobre: “In tal caso scatterà la clausola di salvaguardia generale prevista all’articolo 15 del Dl Imu, in base alla quale si verificherà un ulteriore aumento degli acconti Irpef, Ires e Irap e delle accise fino a totale copertura dell’eventuale buco”, spiegano i magistrati contabili che evidenziano i conseguenti “rilevanti effetti di natura distributiva”.

Di parere simile anche il responsabile economia del Pd Matteo Colaninno: “Per il 2013 potrebbe essere un discorso serio dire che i soldi non ci sono, vanno trovati 6 miliardi e mezzo che non crei con la bacchetta magica. Possiamo pensare di riaprire la seconda rata dell’Imu perché i soldi non ci sono” ha affermato Colaninno.

Redazione