Record al Sant’Orsola di Bologna, 197 ore di sala operatoria in due settimane

Un trapianto (BRENDAN SMIALOWSKI/AFP/GettyImages)

197 ore di sala operatoria in appena due settimane, vale a dire circa 14 ore al giorno: questo lo straordinario primato, probabilmente degno di essere inserito nel libro dei Guinness, conseguito negli scorsi giorni dall’equipe medica dell’ospedale Sant’Orsola di Bologna, che ha effettuato, nello specifico, undici trapianti di fegato, sette di rene, due di polmone, uno di cuore.

Il perché di questo tour de force per donare a delle vite umane la possibilità di un nuovo organo e di una vita migliore l’ha spiegato al ‘Corriere della Sera’ il professor Giorgio Ercolani, facente parte del team del Reparto di Chirurgia generale e trapianti, diretto dal primario Antonio Pinna. Ha spiegato Ercolani: “Quando c’è il donatore bisogna intervenire tempestivamente, non si può aspettare. Di giorno, di notte, se succede si scatta e si opera. Ne sono capitati ventuno ma non si tratta di un nuovo fenomeno, è stato solo un periodo di straordinaria concentrazione”.

Così ha poi descritto le tante ore di sala operatoria Ercolani: “Una maratona. Una bellissima maratona. Perché quando vedi un volto sereno e sorridente come questo di Cristina [una delle donne che hanno ricevuto un nuovo organo, ndr] la soddisfazione ripaga ogni fatica”. Un’infermiera di lungo corso racconta invece la soddisfazione per la riuscita di un trapianto, sottolineando come il giovane che ha subito l’operazione “il giorno dopo l’operazione al cuore aveva già le cuffiette per ascoltare la sua musica”.

Tra le tante storie che si sono incrociate in questi giorni, infine, anche quella di un’infermiera di Forlì, che dopo l’operazione sostiene di non vedere l’ora di portare nel suo ospedale “questa straordinaria esperienza di passione professionale e di amore che ho vissuto qui dentro”.

Redazione online