Datagate: Snowden rivela pressioni Usa su Ue per intercettazioni

Parata di Carnevale Rose Monday a Duesseldorf, Germania (Getty images)
Parata di Carnevale Rose Monday a Duesseldorf, Germania (Getty images)

Edward Snowden, la giovane talpa del Datagate, al centro dello scandalo delle intercettazione telefoniche ed internet emerso la scorsa estate, con la diffusione di oltre 70mila documenti segreti del programma di spionaggio americano della National Security Agency (Nsa) concede nuove rivelazioni sullo spionaggio americano.

Infatti, nel giorno in cui si apprende che il governo Usa ha quantificato a diversi miliardi di dollari i danni provocati da Snowden e per cui saranno necessari almeno due anni per rimettere in ordine i buchi lasciati all’interni del sistema di intelligence americana, l’ex informatico della Cia che risulta tra i candidati al Permio Nobel per la Pace 2014, in un’informativa al Parlamento europeo afferma che “ci sono molti altri programmi di spionaggio non ancora rivelati che avrebbero un impatto sui diritti dei cittadini europei”.
Ma non solo, Snowden afferma che la Nsa avrebbe inoltre fatto pressioni sui paesi membri dell’Unione europea per modificare le loro leggi così da rendere possibile lo spionaggio di massa.
Inoltre, Snowden ricorda che gli Stati Uniti avrebbero fatto pressioni sui paesi membri dell’Ue per non concedergli l’asilo. Snowden rivela che alcuni parlamentari gli hanno detto che gli Usa “non permetteranno” ai partner europei di offrigli asilo.

Secondo Snowden lo scenario potrebbe essere un vero e proprio bazr nel quale “ad esempio la Danimarca potrebbe concedere all’Agenzia americana l’accesso ad un centro raccolta dati ottenendo in cambio che i suoi cittadini non siano spiati. E lo stesso potrebbe fare la Germania”.
Il punto però, sostiene Snowden, è che essendo i centri per la raccolta dei dati di Danimarca e Germania collegati, alla fine l’Nsa può ottenere tutte le informazioni che vuole

Redazione