Crimea: governo filo russo disposto ad accogliere missione Osce

Filo russi a Simferopoli (Getty images)
Filo russi a Simferopoli (Getty images)

Ad una settimana dal referendum sull’adesione della Crimea alla Russia è alta la tensione nella regione autonoma dell’ucraina dove si sono registrati momenti di tensioni e alcune scontri a Sebastopoli tra manifestanti filo russi e quelli filo ucraini.
Intanto sul piano internazionale prosegue un diaologo serrata tra i leader occidentale e il presidente russo Vladimir Putin: Usa, Gran Bretagna e Germania hanno già annunciato che non riconosceranno il voto referendario che si terrà il prossimo 16 marzo.

MANIFESTAZIONI E SCONTRI– Migliaia di manifestanti sono tornati in piazza a Simferopoli,capitale della Regione autonoma della Crimea per sostenerel’annessione alla Russia.
Sul palco di piazza Lenin, lo speaker del Parlamento della Crimea, Vladimir Konstantinov ha dichiarato che “i russi sono nostri fratelli”, mentre il premier della Crimea Serghiei Aksionov ha sostenuto il voto referendario per l’annessione della Regione alla Russia. “A Mosca stanno solo aspettando il nostro sì” ha detto Aksionov.

Ma si sono registrati momenti di tensione nei pressi della caserma della Marina ucraina, dove i soldati ucraina rifiutano di consegnare le armi, e i miliziani filo-russi.
Manifestazione pro Russia anche a Donetsk, nell’Ucraina orientale dove migliaia di persone sono scese piazza per chiedere il sostegno di Mosca.
Scontri al porto di Sebastopoli, dove centinaia di manifestanti filo-ucraini che si sono radunati sotto al monumento del poeta Shevchenko sono stati aggrediti da un gruppo di attivisti filo-russi.

Intanto sempre nella giornata di ieri degli uomini armati, probabilmente russi, hanno occupato una base militare dell’aeronautica ucraina vicino a Saki, sulla costa occidentale della penisola, a 45 km da Sinferopoli.
Ai lati della pista sono state schierate batterie di mitragliatrici contra-aeree, ha riferito il portavoce del ministero della Difesa di Kiev, Vladislav Seleznyov.

Cosacchi e volontari serbi sorvegliano i posti di blocco alle frontiere della regione autonoma mentre a Sebastopoli, il sindaco ad interim Dmitri Belik ha decretato che il russo è diventato la lingua ufficiale per i documenti di circolazione, finora compilati in ucraino.

Come riporta Rainews, i giornalisti dell’Associated Press hanno riferito che in Crimea tutti i canali televisivi ucraini sembrano essere stati sospesi. Solo uno è visibile che però ritrasmette i programmi del canale Russia 24.

GOVERNO CRIMEA– Nella tarda mattinata, le autorità filorusse della Regione autonoma della Crimea hanno annunicato di essere diposte ad accogliere una missione dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce).
E’ quanto ha confermato il vice premier della penisola Rustam Temirgaliyev che in merito ai precedenti tentativi ha sottolineato che “il gruppo di persone che ha tentato di entrare in Crimea e che si è definito missione Osce era formato prevalentemente da rappresentanti di Paesi Nato”.
Per questo, come riporta l’Ansa, Temirgaliyev ha affermato che nella missione sono i benvenuti “solo i veri osservatori, che non vengono da noi per provocare ma per osservare la correttezza del referendum”.

TENTATO ACCORDO CON MINORANZA TARTARI- Ma in Crimea intanto le nuove autorità filorusse di Crimea stanno già trattando posti di governo con i tatari, che rappresentano il 15% della popolazione su 2 milioni di abitanti della penisola, in vista del referendum per entrare nella Russia.
Come riporta l’Ansa, il premier Aksionov ha proposto alla comunità turcofona musulmana di entrare a far parte del prossimo governo offrendo una carica di vicepremier e due ministeri, nonche alte cariche al rango di viceministro, compresi i cosiddetti ministeri di forza (Interni e difesa).
Aksionov ha inoltre garantito che i tatari, come le altre minoranze, potranno continuare ad usare le loro lingue.

Tuttavia si apprende che tatari di Crimea intendono partecipare al governo filorusso rienuto “illegittimo”. E’ quanto avrebbe confermato all’Ansa, Refat Chubarov il presidente del Mejlis, il Consiglio dei tatari di Crimea.

PUTIN- CAMERON- MERKEL– La cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente russo Vladimir Putin hanno avuto un colloquio telefonico.
La Merkel ha ribadito a Putin che il referendum in Crimea è privo di legittimità costituzionale e contrario al diritto internazionale.
Anche il Premier britannico David Cameron ha sentito telefonicamente Putin.

Sul fronte della Russia, il Cremlino continua a ribadire il diritto russo a difendere gli interessi di Mosca in Crimea.
“Putin ha sottolineato che i passi intrapesi dalle legittime autorità della Crimea, si basano sul diritto internazionale”, ha reso noto il Cremlino sottolineando tuttavia che nella telefonata è emerso “un comune interesse per una de-escalation delle tensioni e una rapida normalizzazione della crisi in Ucraina”.

Putin ha poi accusato le autorità ucraine “di essere inermi di fronte alle offese compiute dalle forze ultra-nazionaliste e radicali a Kiev e in molte altre regioni”.

USA- UCRAINA– Intanto il presidente Barack Obama riceverà mercoledì prossimo alla Casa Bianca il premier ucraino Arseni Yasteniuk per trovare una soluzione diplomatica alla crisi.
Yasteniuk è irremovibile nei confronti della Russia e in un suo intervento a Kiev davanti a migliaia di persone ha ribadito che la Crimea “è la nostra terra” e che non sarà ceduto “neppure un centimetro”.

“Vado negli Stati Uniti per una serie di incontri ad alto livello su come risolvere la situazione riguardo le nostre relazioni bilaterali e multilaterali” ha confermato Yatseniuk .

Redazione

LEGGI ANCHE:
Washington: il premier ucraino il 12 marzo alla Casa Bianca