Crimea: Yanukovich accusa il nuovo governo ucraino di voler scatenare una guerra civile

Manifesto su referendum adesione alla Russia, esposto per le strade a Sebastopoli, Crimea (Getty images)
Manifesto su referendum adesione alla Russia, esposto per le strade a Sebastopoli, Crimea (Getty images)

All’approssimarsi del voto referendario sull’adesione della Regione Autonoma della Crimea alla Russia previsto per il 16 marzo, la tensione sul piano della diplomazia internazionale è ai massimi livelli.

Sul fronte russo, come riporta Rainews, intanto il parlamento ha fissato per il 21 marzo la prima lettura del disegno di legge semplificato per l’annessione che consente di inglobare territori stranieri sulla base di un semplice referendum e con il quale viene abolito la necessità di firmare accordi internazionali.

Il presidente americano Barack Obama riceverà il premier ucraino Arseni Yatseniuk che giovedì prossimo interverrà al Consiglio di Sicurezza dell’Onu nell’ambito di un vertice per “considerare la situazione” nella parte orientale dell’Ucraina.

YANUKOVICH– Il presidente ucraino deposto Viktor Yanukovich dopo una prolungata assenza dovuta ad un ricovero in ospedale per problemi cardiaci è intervenuto in una conferenza stampa in diretta televisiva da Rostov sul Don in Russia dove si è rifugiato: “Sono l’unico presidente legittimo dell’Ucraina e continuo ad essere il comandante in capo dell’Esercito” ha esordito Yanukovoch che poi ha ribadito che le prossimo presidenziale in Ucraina sono “assolutamente illegittime” e ha annunciato che “appena le circostanze me lo consentiranno, tornerò a Kiev”.

“Le nuove autorità ucraine vogliono mettere l’esercito sotto la bandiera di Bandera (come segnala l’Ansa, si tratta dell’eroe nazionale ucraino che collaborò con i nazisti), vogliono scatenare una guerra civile e intendono dare le armi in mano a militanti” ha poi proseguito l’ex presidente sottolineando che “nel Paese agisce una banda di ultranazionalisti e di neofascisti, che mirano addirittura a prendere la carica di presidente”. Yanukovich punta il dito contro Dmitro Iarosh, leader del movimento paramilitare Settore di destra, e ha invitato “i protettori occidentali di queste forze oscure” a non dimenticare “cos’è il fascismo”.

Yanukovich ha poi annuciato di voler chiedere al Senato, il Congresso e alla corte suprema degli Stati Uniti di esaminare la legittimità delle azioni dell’amministrazione di Obama verso l’Ucraina, tra cui il prestito annunciato prestito di 1 mld di dollari.
Infine, il presidente deposto non si è esposto sul tema del referendum della Crimea e ha solo affermato che le azioni delle nuove autorità di Kiev “hanno portato alla situazione in cui la Crimea si sta staccando”.

CRIMEA– La regione autonoma intanto sta accellerando le mosse in direzione dell’adesione alla Russia, tanto che le autorità della Crimea hanno annunciato che nazionalizzaranno le navi della flotta ucraina dislocata a Sebastopoli mentre il sindaco della città ha già decretato che il russo sarà la lingua ufficiale per i documenti ufficiali e a breve anche gli stipendi verranno pagati in rubli.
“La flotta ucraina a Sebastopoli sarà interamente nazionalizzata. Non intendiamo lasciar uscire le navi ucraine da Sebastopoli”, ha annunciato il premier locale Serghiei Aksionov precisando che “abbiamo precluso l’uscita anche alla flotta civile Cernomor Neftegas”, che comprende navi cisterna e per l’esplorazione marittima dei giacimenti di gas e petrolio nel Mar Nero.

SOSTEGNO A UCRAINA E SANZIONI ALLA RUSSIA– Sul piano internazionale prosegue il braccio di ferro con la Russia.
La Nato ha deciso d’inviare degli aerei radar sui cieli di Polonia e Romania per “monitorare la crisi in Ucraina”: la Nato ha precisato che i voli di ricognizione degli Awacs saranno “esclusivamente” effettuati sul territorio dell’Alleanza.
Mentre la Banca Mondiale ha resto noto di concedere all’Ucraina tre miliardi di aiuti al popolo ucraino per sostenere le riforme nel paese: “Ci stiamo impegnando a sostenere il popolo ucraino in questo momento difficile e auspichiamo che la situazione nel Paese si stabilizzi presto”, ha detto il presidente della Banca Mondiale Jim Yong Kim.

Ma Onu e Unione europea che stanno promuvendo il dialogo diplomatico minacciano nuove sanzioni per la Russia.
Ancora questa mattina, il ministro degli esteri francese Laurent Fabius ha minacciato nuove sanzioni laddove la Russia non risponderà alle proposte occidentali di bloccare l’escalation in Ucraina.
“Abbiamo inviato, attraverso il segretario di stato americano John Kerry, una proposta ai russi. Non hanno ancora risposto: se rispondono positivamente, John Kerry andrà a Mosca e a quel punto le sanzioni non saranno immediate. Se non rispondono o se rispondono negativamente, ci sarà un dispositivo di sanzioni che possono essere adottate fin da questa settimana” ha detto Fabius aggiungendo che le sanzioni “consisteranno nel congelamento di beni personali di russi o ucraini e sanzioni sui movimenti, in materia di visti”.
USa, Gran Bretagna, Francia e Germania ritengono illegittimo il referendum promosso in Crimea sostenuto invece dalla Russia.
L’ipotesi di sanzioni Ue da intraprendere entro questa settimana se la Russia non modificherà le sue posizioni nei riguardi della Crimea è stata anche confermata dal ministro degli esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier che ha precisato che “i Paesi baltici non saranno abbandonati. È un problema comune per la Nato e l’Ue”.

Redazione

LEGGI ANCHE:
Crimea: Nato lancia aerei radar per ricognizione. Usa in attesa di risposte dalla Russia