Il Papa negli Usa: “Io comunista? Se volete recito il Credo”

Papa Francesco Usa Cuba comunista
(Olivier Douliery-Pool/Getty Images)

Risponde con ironia Papa Francesco alle critiche che alcuni hanno mosso verso di lui sostenendo che alcune sue tesi emerse in alcuni discorsi, compreso l’ultimo tenuto a Cuba, appartenessero più alla dottrina comunista piuttosto che a quella cattolica. Il Papa ha risposto con una battuta (“Se è necessario che io reciti il Credo, sono disposto a farlo…”), ma poi ha spiegato seriamente la sua posizione in merito raccontando anche un episodio curioso: “Un cardinale amico mi ha raccontato che è andata da lui una signora molto preoccupata, molto cattolica, un po’ rigida ma buona. E gli ha chiesto se era vero che nella Bibbia si parlava di un Anticristo. Lui ha spiegato che se ne parla nell’Apocalisse. Poi la signora ha chiesto se si parlava di un antipapa. Lui ha detto: perché mi fa questa domanda? E lei: io sono sicura che Francesco è l’antipapa. E perché? Perché non usa le scarpe rosse, è stata la risposta! I motivi di pensare se uno è comunista o non comunista…Vede, io sono certo che non ho detto una cosa in più rispetto a ciò che c’è nella Dottrina sociale della Chiesa. A proposito del mio intervento che ha teso la mano ai movimenti popolari, mi avevate chiesto: ma la Chiesa la seguirà? Ho risposto: sono io a seguire la Chiesa. E su questo credo di non sbagliare. Le cose si possono spiegare, forse qualcosa ha dato un’impressione un po’ più “sinistrina”, ma sarebbe un errore di interpretazione. La mia dottrina su tutto questo, l’enciclica «Laudato sì» e l’imperialismo economico e così via, è nell’insegnamento sociale della Chiesa”.

Nel volo che portava il Santo Padre a Washington sono stati toccati anche altri argomenti. Gli è stato chiesto per esempio qualche dettaglio sull‘incontro con Fidel Castro: “Nell’incontro con Fidel abbiamo parlato dei gesuiti che ha conosciuto, gli ho portato in regalo un libro e un Cd di padre Llorente e due libri di padre Pronzato e certamente lui apprezzerà. Abbiamo parlato tanto anche dell’enciclica «Laudato sì», lui è molto interessato al tema dell’ecologia ed è molto preoccupato dell’ambiente. È stato un incontro non tanto formale, ma spontaneo. C’era la sua famiglia , anche i miei accompagnatori, ma noi eravamo un po’ separati, loro non potevano sentire…Ma non abbiamo parlato del passato. Se non del Collegio dei gesuiti e di come lo facevano lavorare!”.

E infine due parole di anticipazione anche su quello che avverrà negli Stati Uniti, da dove arrivano già dichiarazioni di forte stima come quelle del segretario di Stato John Kerry. Al Papa è stato chiesto se parlerà della questione dell’embargo davanti al Congresso: “Il problema dell’embargo è parte del negoziato, la questione è pubblica, i due presidenti si sono riferiti a questo. Quanto al Congresso, il discorso è pronto ma non posso dirlo prima! Pero no, non parlerò specificamente di questo tema, ma più in generale degli accordi binazionali o multinazionali come segno di progresso nella convivenza”.

F.B.