Viaggio alla scoperta della Cina millenaria

    La Cina, un paese così sterminato dai confini così vasti da essere considerata al pari di un continente. Caratterizzata da una storia millenaria che affascina da sempre gli occidentali.

    Visitare la Cina non è una cosa da poco vista la sua vastità, ma per chi ha le possibilità economiche e soprattutto il tempo per farlo, consigliamo di andare perchè è una meta turistica tra le più coinvolgenti del mondo.

    Il “gigante” asiatico offre scorci di natura incontaminata, dai monti rocciosi alle pianure sconfinate, dalle lande desolate ai campi coltivati a risaie. Ma non ci sono solo paesaggi suggestivi. La Cina è anche Pechino, la città e la tecnologia più avanzata.

    Il bello di questo paese è proprio la stretta convivenza tra antico e moderno, tra i palazzi imperiali millenari e gli ultramoderni grattacieli della capitale, tra i templi dedicati a Buddha ed i locali a luci rosse di Pechino.

    La commistione tra il sacro e il profano in questo posto è incredibile, ma forse è anche questo ciò che attira i turisti da tutto il mondo.

    La Cina culla delle arti marziali, patria dei draghi, ma anche delle dolci signorine vestite e truccate come bambole di porcellana secondo la tradizione.

    Per chi volesse cimentarsi in questo viaggio lungo ed avventuroso, noi consigliamo alcuni dei posti più caratteristici e che non possono sicuramente essere trascurati.

    Innanzitutto bisogna vedere la famosissima Muraglia Cinese. Chi va in Cina non può esimersi dal partecipare all’escursione sulla Grande Muraglia nota, tra gli abitanti del posto, come Wanli changcheng e annoverata tra le meraviglie del mondo.

    La Grande Muraglia fu costruita per contenere le incursioni dei popoli confinanti, soprattutto quelle dei dirimpettai, ossia i turbolenti abitanti della Mongolia.

    In realtà, nonostante la maestosità dell’opera muraria, non si rivelò molto efficace. Questo perché gli invasori riuscivano spesso a sfruttare i punti deboli rappresentati dalle porte che, la muraglia doveva necessariamente avere.

    Bisogna sfatare un luogo comune sulla Grande Muraglia che resiste da lunghissimo tempo. Spesso viene indicata come l’unica opera umana visibile dallo spazio (o addirittura dalla Luna).

    Questa è un’affermazione priva di ogni fondamento. Il motivo è presto spiegato: anche se lunga circa 8.800 chilometri, la Grande Muraglia è larga meno di 10 metri, pertanto già a un centinaio di chilometri di altezza, e a maggior ragione da migliaia o centinaia di migliaia di chilometri, essa sarebbe impossibile da vedere per l’occhio umano senza l’ausilio della tecnologia.

    Altro luogo da vedere assolutamente è la Piazza Tian’anmen, uno spazio che negli anni ’50 è stato ampliato per accogliervi oltre un milione di persone.

    Un grandioso spazio vicino al centro di Pechino chiamato così per la Tian’anmen (letteralmente, Porta della pace celeste) posta al suo nord, che la separa dalla Città Proibita.

    La piazza è larga 880 metri da nord a sud e 500 da est a ovest, il che la rende la più vasta piazza pubblica del mondo. Con i suoi 440.000 metri quadrati, è molto più grande della Piazza Rossa di Mosca.

    È vista da molti come il cuore simbolico della nazione cinese. E’ famosa soprattutto per la proclamazione della Repubblica Popolare Cinese da parte di Mao Tse-tung il 1 ottobre 1949, ma soprattutto per le proteste del 1989 e per l’incredibile immagine, che ha fatto il giro di tutto il mondo, del rivoltoso sconosciuto intento, da solo e disarmato, a bloccare il passaggio di una fila di carri armati.

    Al centro della Piazza è ubicato il Monumento degli Eroi, ai lati si trova il Palazzo dell’ Assemblea del Popolo.

    Ma la Cina è soprattutto quella dei 24 imperatori della dinastia Ming e Qing. E’ quindi d’obbligo visitare il complesso della Città Proibita dove svetta il Palazzo Imperiale.

    Pechino-Shanghai-Suzhou sono gli itinerari che prevedono la visita al Giardino dei Bonsai e alla Pagoda della Tigre.

    La vera Cina, quella misteriosa e affascinante è rappresentata dalla Città Vecchia, il nucleo più antico dove i palazzi originali in stile cinese sono stati demoliti e ricostruiti successivamente seguendo fedelmente il progetto originario.

    Anche la Città vecchia, però, ha dovuto cedere al business, e alle dure leggi del mercato e del turismo di massa, visto che sono stati costruiti intorno una miriade di negozietti e Starbucks sotto i tipici tetti a pagoda.

    I vicoli sono stretti, vivaci e colorati  e ovunque si cucina. Una volta lì, consigliamo di assaggiare il buonissimo thè cinese, nell’antica sala da tè Huxinting che rappresenta da molti anni un’oasi di quiete nel caos della Old Town.

    L’edificio spiovente, in passato fu prima un covo per l’oppio della Banda Verde e poi semplicemente un mercato di cotone; è stato trasformato in sala da tè nel 1949 e si raggiunge attraversando il “Ponte delle nove curve” che infine porta ai Giardini YU.

    Il Giardino di Yu riunisce tutti gli elementi di un giardino cinese ben riuscito, creato nel 1559, e diviso in 5 settori, suddivisi fra di loro dalle “mura dei Draghi”, strutture concepite come corpo di drago serpeggiante, che si chiudono con un’imponente testa di drago.

    Interessante la “Grande Montagna artificiale” (Dajia Shan) che ricostruisce una montagna rocciosa con pietre, strapiombi, piattaforme, grotte e stretti sentieri. Per allestire questa parte del giardino sono servite migliaia di tonnellate di roccia gialla dello Zhejiang.

    Ogni roccia del giardino richiama un carattere o una particolare situazione e porta nomi come “longevità” o “il cervo bianco che osserva la luna” e così via.

    Qui si meditava e ci si occupava di filosofia, si componevano poesie nella quiete del giardino. Il Teatro in fondo al giardino risale al 1892 ed e’ uno dei pochi edifici di epoca Qing ancora presenti a Shanghai. Il Museo di Shanghai è anch’esso una tappa assolutamente da rispettare.

    Ma sicuramente il “fiore all’occhiello” della città di Shanghai rimane il favoloso Tempio di Buddha di Giada. E’ il tempio buddista più famoso di tutta Shanghai, e anche uno dei più noti dell’intera Cina.

    Il nome deriva dall’enorme statua, alta più di 2 metri, che si trova all’interno, in giada bianca, e che raffigura il Buddha seduto.

    Il tempio ospita anche una seconda, imponente statua del profeta, questa volta però,raffigurato sdraiato. Le due statue vennero riportate in Cina dalla Birmania, nel 1882, dal monaco Huigen, quella seduta rappresenta il Buddha che sta per entrare nel Nirvana. E’ ricavata da un unico blocco di giada, di quasi 1000 chili.

    Altro luogo meraviglioso per fascino e mistero è il sito archeologico di Lingtong dove è possibile ammirare l’imperioso e vasto esercito di terracotta dell’ Imperatore Qin Shihuang costituito da 7000 statue a grandezza d’uomo. Bellissimo lo spettacolo di danza organizzato per il dopo cena, con musiche risalenti alle dinastie Tang e Song.

    Infine consigliamo caldamente di far tappa alla Grotta del Flauto di Bambù tra le stalattiti e stalagmiti più antiche del mondo.

    Un’escursione in motobarca sul Fiume delle Schegge di Giada vi darà la possibilità di vedere la Cina da una prospettiva totalmente diversa e vi farà vivere una sensazione di simbiosi unica col paesaggio, perfettamente integrati come se foste un pezzettino dell’intero mosaico.

    La Cina da come si evince non è solo il paese d’origine degli involtini Primavera o del risotto alla cantonese ma è molto di più. E’ un posto di grande tradizione e cultura, di mistero e religione, di luoghi incantevoli che meritano di essere visitati e contemplati. Buon viaggio a tutti!

    Fabio Porretta




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