P3, Lombardi: “Feci pressioni sui giudici per fare bella figura con Berlusconi”

Il 10 luglio scorso Pasquale Lombardi, il “ministro della Giustizia” della presunta loggia P3 che avrebbe tentato di condizionare la vita pubblica italiana, ha accettato di rispondere alle domande degli inquirenti per difendersi dalle accuse che gli sono state mosse. Il giudice l’ha interrogato nel carcere di Avellino, dove è detenuto, e il discorso di Lombardi è partito dalle rivelazioni sulla questione più controversa: i presunti tentativi del gruppo di premere sui giudici della Corte costituzionale per salvare il lodo Alfano. “Con riferimento alla vicenda del giudizio di costituzionalità relativo al cosiddetto lodo Alfano -dichiara Lombardi- ho tentato di interessarmi per acquisire meriti con il capo del mio partito, onorevole Silvio Berlusconi, affinché potesse ritenersi che ero in grado di arrivare anche ai giudici della Corte costituzionale”.
Lombardi ha poi confermato gli incontri a casa del coordinatore del Pdl Denis Verdini, ma ha sostenuto che l’argomento della discussione sia stata la possibile candidatura di Arcibaldo Miller, capo degli ispettori del Ministero della Giustizia, alla presidenza della Regione Campania. Da una delle telefonate emerge però che si sia parlato anche del lodo Alfano. Lombardi precisa che “si è trattato di un riferimento fatto solo di sfuggita”, ma non sa spiegare altre frasi sullo stesso tema emerse nelle conversazioni intercettate.
Pasquale Lombardi spiega inoltre che alcuni giudici con cui era in rapporti di amicizia da più di 20 anni -come Alfonso Marra, Gianfranco Izzo e Paolo Albanohanno chiesto un suo intervento per ottenere alcuni incarichi. “Si sono rivolti a me -precisa Lombardi- perché ho molte conoscenze e amicizie nell’ambito politico e giudiziario, e come si sa queste nomine sono influenzate in maniera determinante dalle quattro correnti dell’Associazione nazionale magistrati e dalla politica, che può tutto”. Lombardi ha negato di aver avuto contatti con il vicepresidente del Csm Nicola Mancino, ma in una telefonata di novembre del 2009 si parla proprio di un incontro con Mancino. Davanti all’evidenza, Lombardi gioca ancora una volta la carta della casualità. “Effettivamente ho incontrato Mancino, con cui avrò parlato incidentalmente della nomina di Marra”. Infine, l’indagato affronta il tema dell’esclusione della lista Formigoni dalle elezioni regionali di quest’anno, dichiarando di aver contattato proprio Marra per conoscere “l’esito della commissione elettorale” ed etichetta come “sciocchezze” le notizie riguardanti il presunto tentativo del gruppo di sollecitare un’ispezione ministeriale (mai avvenuta) presso la Corte d’appello di Milano dopo il rigetto del ricorso. Negli atti figura una conversazione piuttosto esplicita riguardante proprio quest’ispezione, ma Lombardi dichiara di non ricordarsene.

Tatiana Della Carità