Intercettazioni, modifica al Ddl: cade l’obbligo del segreto, se rilevanti potranno essere pubblicabili

Roma, 20 lug. Nell’emendamento del governo si afferma il principio che nel corso delle indagini preliminari l’obbligo del segreto per le intercettazioni cade ogni qualvolta ne sia stata valutata la ‘rilevanza’: a tal fine viene inserita la previsione secondo cui la documentazione e gli atti relativi alle intercettazioni siano coperti dal segreto fino alla conclusione della cosiddetta ‘udienza filtro’, finalizzata a selezionare le intercettazioni depositate dal pm e ad escludere quelle relative a fatti, circostanze o persone estranee alle indagini. Tuttavia, la proposta di modifica dell’esecutivo non fissa alcun termine entro il quale debba essere celebrata tale udienza, termine invece richiesto dagli emendamenti del Pd. La nuova norma inoltre disciplina anche i casi in cui, prima della celebrazione dell”udienza filtro’, il giudice e il pm utilizzano le intercettazioni per emettere provvedimenti cautelari o ad esempio decreti di perquisizione: in tali casi, siccome è frequente che tali ordinanze siano fondate proprio sul contenuto delle intercettazioni, saranno proprio il pm e il giudice a dover selezionare quali conversazioni debbano essere trascritte in quanto rilevanti al fine di adottare la misure cautelare. In questa eventualità l’emendamento del governo indica le modalità per la selezione delle intercettazioni rilevanti e stabilisce il divieto di trascrizione delle parti di conversazioni che riguardano fatti, circostanze o persone estranee alle indagini. È previsto inoltre che il giudice e il pm possano disporre con decreto motivato l’obbligo del segreto quando il contenuto delle conversazioni trascritte può ledere la riservatezza delle persone coinvolte. Infine viene stabilito che, dopo la conclusione delle indagini preliminari, durante l’udienza preliminare e il dibattimento il giudice possa sempre disporre l’esame dei verbali e l’ascolto delle registrazioni custodite nell’archivio riservato e possa acquisire con ordinanza le intercettazioni in precedenza ritenute prive di rilevanza.

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