Bagnasco richiama l’attenzione sulla questione morale: “Le istituzioni vanno purificate”

Cardinale Angelo Bagnasco

BAGNASCO RICHIAMA ATTENZIONE SU QUESTIONE MORALE – Non è la prima volta che il cardinale Angelo Bagnasco richiama l’attenzione sulla questione morale. Già alla fine di agosto, quando l’attenzione generale era puntata verso la manovra economica messa a punto dal governo, il presidente della Cei aveva portato alla ribalta il problema dell’etica nella politica ed ora, nel suo intervento al consiglio dei vescovi, torna sull’argomento.

Il cardinale non ha dubbi: nella politica italiana il clima è pesante quindi occorre “purificare l’aria” in modo che quest’atmosfera non danneggi “le nuove generazioni”.
Il nome di Silvio Berlusconi non viene mai espressamente pronunciato, eppure è come se risuonasse forte e chiaro: i riferimenti non lasciano spazio ad equivoci. “Amareggia – dice ad esempio in un passaggio del discorso – il metodo scombinato con cui a tratti si procede, dando l’impressione che il regolamento dei conti personali sia prevalente rispetto ai compiti istituzionali e al portamento richiesto dalla scena pubblica, specialmente in tempi di austerità. Rattrista il deterioramento del costume e del linguaggio pubblico, nonché la reciproca, sistematica denigrazione, poiché così è il senso civico a corrompersi, complicando ogni ipotesi di rinascimento anche politico. Mortifica soprattutto dover prendere atto di comportamenti non solo contrari al pubblico decoro ma intrinsecamente tristi e vacui“. “La questione morale – prosegue – non è un’invenzione mediatica ma un’evenienza grave”. Riferimenti, insomma, neanche troppo tra le righe al coinvolgimento del premier nelle inchieste sul giro di escort portate da Gianpaolo Tarantini a palazzo Grazioli, sulla presunta estorsione attuata nei suoi confronti dallo stesso imprenditore pugliese e da Valter Lavitola e sul caso Ruby.

Bagnasco prosegue l’intervento definendo la corruzione come una “piovra” che va sconfitta ed esortando ad adottare “comportamenti responsabili e nobili”, necessari in una congiuntura critica come quella che sta attraversando l’Italia in questo momento.

T.D.C.