Crisi di governo: spunta l’ipotesi di elezioni a gennaio

CRISI DI GOVERNO – Impegnato al G20 di Cannes a rassicurare i partner europei e internazionali sull’impegno dell’Italia a mettere in atto le misure necessarie ad affrontare la crisi economica, il Presidente del Consiglio Berlusconi vede ulteriormente assottigliarsi la sua maggioranza in patria. Due deputati del Pdl, Alessio Bonciani e Ida D’Ippolito, sono passati all’Udc, pertanto Berlusconi rischia seriamente di non avere più numeri in Parlamento. Un problema molto grave, perché proprio mentre il premier promette che l’Italia onorerà i suoi impegni, rischia di non poter mettere in pratica questa promessa. Il voto di fiducia, annunciato ieri, sul ddl di stabilità e sul maxiemendamento varato il 2 novembre dal Consiglio dei Ministri, è dunque in grave pericolo.

Con l’abbandono dei due deputati, i voti del governo in Parlamento scendono a 314, al di sotto della maggioranza assoluta di 315. Senza contare i diversi dissidenti all’interno del Pdl, che potrebbero non appoggiare più il governo.

L’incertezza della situazione politica ha scatenato subito i pronostici sul futuro e c’è già chi parla di elezioni anticipate a gennaio. I vertici del Pdl avrebbero addirittura “minacciato” ai dissidenti del partito le elezioni per il 29 gennaio prossimo, per costringerli a rimanere nella maggioranza. Il segretario del Pdl Angelino Alfano e il coordinatore del partito alla Camera Denis Verdini sarebbero in fibrillazione da qualche giorno, impegnati in continui contatti con i propri deputati per convincerli a non abbandonare il partito. Alfano e Verdini avrebbero detto chiaramente ai deputati ribelli che qualora il governo Berlusconi cadesse, potrebbe non formarsi un governo tecnico o di coalizione, ma si potrebbe andare a votare già a gennaio, con il rischio per i deputati stessi di non essere rieletti, visti i sondaggi al ribasso.

Proprio ieri, al termine del colloquio con il Presidente della Repubblica Napolitano, Alfano aveva affermato che il governo aveva i “numeri per governare fino al 2013”. Un’affermazione presto smentita dai fatti.

Intanto, Berlusconi ha sfidato i deputati dissidenti esortandoli a sfiduciarlo in Parlamento, “se hanno il coraggio”. Il premier, tuttavia, appare sempre più indebolito e pare che stiano diventando sempre più insistenti gli inviti, di persone a lui molto vicine, a farsi da parte.

 

Valeria Bellagamba