Bobby Sands e il Sinn Fein dopo trent’anni tornano alla ribalta delle cronache in Irlanda del Nord

Bobby Sands

SANDS E LO SCIOPERO DELLA FAME DEL 1981 – E’ polemica in Irlanda del Nord dopo la pubblicazione dei documenti relativi alle trattative tra inglesi e repubblicani avvenute durante gli scioperi della fame del 1981. Le carte, rilasciate dagli uffici governativi britannici ieri dopo 30 anni, riportano una richiesta di Bobby Sands, figura di riferimento tra i prigionieri dell’IRA che iniziarono a protestare per ottenere diritti all’interno del carcere di Long Kesh, con la quale si prometteva una tregua in cambio di un incontro privato con un ufficiale dell’esecutivo inglese.  La richiesta fu rigettata dalle autorità britanniche.

Gerry Adams, attuale presidente del Sinn Fein che all’epoca instaurò una stretta collaborazione con i leader dello stesso partito repubblicano che guidavano lo sciopero nel carcere, si è espresso in merito all’argomento pubblicando un articolo all’interno del suo blog. “Non ho mai sentito parlare di una richiesta del genere. Bobby è sempre stato molto chiaro nel suo approccio alla questione dello sciopero della fame. […] Fare una proposta di questo tipo senza menzionarla ufficialmente sarebbe stato per lui totalmente incoerente, considerato che Bobby era solito riportare con diligenza ogni sviluppo. In ogni caso, al di là della veridicità della cosa, il responso degli inglesi indicato dagli atti è chiaro” ha scritto Adams.

Gli atti lasciano trapelare un’altra importante notizia. Da anni in Irlanda del Nord le discussioni sulle vicende legate agli scioperi del 1981 ruotano attorno alle teorie, comparse successivamente alla pubblicazione del libro di Richard O’Rawe Blanketman, secondo le quali i prigionieri avrebbero accettato di sottoscrivere un patto proposto dal governo britannico il 5 luglio di quell’anno, ma sarebbero stati fermati dal direttivo esterno della Provisional IRA che impose la propria decisione per questioni di strategia politica. Secondo le carte analizzate in questi giorni nessun tipo di offerta fu recapitata ai detenuti in quella data.

“Questa menzogna ha causato grande dolore alle famiglie di tutti quei prigionieri che morirono conseguentemente alla decisione di intraprendere lo sciopero della fame e a tutti coloro che si impegnarono attivamente per salvare le loro vite” ha dichiarato ancora Gerry Adams.

 

Nicoletta Mandolini