Monti parla del futuro dell’Italia e dice che non si candiderà

Mario Monti (Getty Images)

MONTI SU FUTURO ITALIA – A margine del vertice Ecofin a cui ha preso parte oggi, Mario Monti si è lasciato andare ad alcune dichiarazioni sull’andamento dell’economia italiana, sull’innalzamento dello spread e sulle prospettive che ha il nostro Paese anche in relazione ad eventuali contributi finanziari che potrebbe elargire l’Europa. Secondo Monti le riforme finora varate e i provvedimenti presi nella convinzione di poter arginare la crisi, potranno essere considerate a breve alla luce della risposta che daranno i mercati e diventerà presto irrilevante quanto messo in campo dal governo. Parlando dello spread, indice da tenere in considerazione per comprendere la reazione del sistema economico, Monti ha detto: “Questo viene determinato anche da quelle riforme che, finita questa breve esperienza , hanno un peso maggiore rispetto a novembre quando gli occhi dei mercati erano tutti su ciò che avrebbe potuto fare questo governo. Quando saremo a gennaio sarà quasi irrilevante cosa potrà fare il governo diventando di peso predominante l’altro aspetto”.

L’attuale premier ha inoltre dichiarato che, finito il suo mandato, non ha intenzione di proporre la sua candidatura e lascerà campo libero ai partiti: “Escludo di considerare una esperienza di governo, per quanto mi riguarda, che vada oltre la scadenza delle prossime elezioni. Naturalmente sono, e resterò anche dopo di allora, membro del Parlamento in quanto senatore a vita”.

Per quanto riguarda invece il ruolo che l’Italia dovrà giocare all’interno dell’Unione Europea, il premier ha annunciato il progetto che il nostro Paese seguirà a partire da settembre: quello di un “intervento diretto dell’Esm nella ricapitalizzazione delle banche”.  Monti inoltre non si è sentito di escludere la possibilità che l’Italia, in un futuro più o meno prossimo, debba far ricorso agli strumenti sovvenzionati dall’UE, come ad esempio quelli relativi al cosiddetto scudo anti-spread. “Sarebbe ardito dire l’Italia non avrà mai bisogno di questo o di quel fondo. Il principio della prudenza induce a non dirlo”, ha concluso il tecnico.

 

Redazione online