Quote latte: perquisite sedi della Lega, Maroni nega responsabilità del partito

Roberto Calderoli, Roberto Maroni, Umberto Bossi (Getty Images)

La Guardia di Finanza, su ordine del pm di Milano Maurizio Ascione, ha perquisito nella serata di martedì le sedi del capoluogo lombardo e Torino della Lega Nord, nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte tangenti versate a funzionari pubblici e a politici per interventi legislativi a favore degli agricoltori per ritardare il pagamento all’Unione Europea delle quote latte. Si indaga inoltre rispetto alla bancarotta per 80 milioni di euro della società cooperativa La Lombarda.

Alla perquisizione erano presenti Roberto Maroni, Umberto Bossi, Roberto Cota e Roberto Calderoli. Proprio il segretario del Carroccio ha voluto precisare che la Lega “non c’entra nulla” e che l’inchiesta sulle quote latte “riguarda una società che non ha nulla a che vedere col Carroccio”. Maroni ha anche smentito la circostanza trapelata stamattina secondo la quale i dirigenti leghisti presenti alla perquisizione si sarebbero rifiutati di farsi identificare: “Abbiamo dato la totale collaborazione, non è stata opposta alcuna questione di immunità”.

Intanto la Corte dei Conti ha chiesto a Giovanni Robusti, ex europarlamentare della Lega Nord, portavoce dei Cobas del latte e amministratore delle Coop Savoia e ad altri 33 amministratori di diverse cooperative un risarcimento di oltre duecento milioni di euro a favore allo Stato e all’Unione Europea, causati dal mancato versamento delle quote latte nel quinquennio 1996-2001.

 

Redazione online