L’ex sindacalista Franco Marini è il candidato al Quirinale di Bersani e Berlusconi. Pd spaccato

Franco Marini (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

Dopo lunghe trattative Pd e Pdl hanno trovato un accordo sul candidato da proporre congiuntamente al Quirinale. Si tratta dell’ex sindacalista ed ex presidente del Senato Franco Marini. Ma sulla scelta non sono tutti d’accordo: il Partito democratico si è infatti spaccato sul nome di Marini, non gradito a Matteo Renzi e ad altri. Così come Sel di Vendola si oppone preferendo il nome di Stefano Rodotà, scelto dal Movimento 5 Stelle.

Ieri sera, durante una difficile assemblea, carica di tensioni, del Partito democratico al teatro Capranica di Roma la candidatura di Marini al Quirinale l’ha spuntata, ottenendo 222 sì su 342, i contrari sono stati 90, gli astenuto 30. Fuori dal teatro romano c’ereno però molti elettori del Pd che non erano per nulla soddisfatti della scelta. “Non vi votiamo più, non vi votiamo più”, hanno gridato alcuni, “non lo fate, non lo fate”, altri. Alcune persone, inoltre, tenevano in mano un foglio con la scritta: “Se non votate Rodotà, non vi votiamo più”.

“La candidatura di Franco Marini è quella che è più in grado di realizzare le maggiori convergenze”, ha detto tuttavia Pier Luigi Bersani, ieri sera all’assemblea del Pd. Marini “è una persona limpida e generosa, uno dei costruttori del centrosinistra legato al lavoro ed al sociale”, ha aggiunto il leader del Pd.

Le votazioni per il nuovo Presidente della Repubblica si aprono oggi alle 10 nell’Aula di Monetcitorio, dove saranno presenti le Camere riunite con i delegati regionali. Si preannuncia un’elezione al calor bianco, dove i franchi tiratori, nel segreto dell’urna potrebbero fare la differenza.

Redazione