Francia: divisioni nel Ps sul ruolo della Germania nelle politiche europee

Un testo presentato, lo scorso venerdì 26 aprile, alla direzione del Partito socialista francese, in vista della convention del partito prevista per il 26 giugno, ha suscitato delle polemiche in Francia e delle divisioni all’interno dello stesso partito.
Il progetto coordinato dal deputato e vice presidente del partito socialista europeo (Pse) Jean-Christophe Cambadélis, sottolinea l’indignazione nei riguardi di una politica europea che vede il libero scambio come unico orizzonte delle relazioni estere e l’austerità come unico perno delle politiche interne dei paesi.
Un progetto comunitario, sottolinea Cambadélis, mortificato dalle alleanze, all’insegna di una politica thatcheriana e dell’egoismo della Canceliera Merkel, che pensa solo ai risparmi dei propri cittadini e al bilancio commerciale di Berlino, in vista delle sue future elezioni. “Essere socialisti europei, oggi, significa innanzitutto indignarsi di fronte alla condizione di vita della popolazione e di fronte alla dimenticanza dei valori che hanno costituito la base del progetto europeo. I socialisti francesi vogliono l’Europa. Quel che combattono, è l’Europa della destra e il suo trittico: deregolamentazione, deindustrializzazione e disintegrazione”, inneggia il testo.

Tensioni e imbarazzo, tra i rappresentanti del partito. Se da una parte il premier francese François Hollande smorza i toni definendo la situazione diplomatica come una “tensione amicale tra Francia e Germania”, sull’altro fronte si è creato uno schieramento all’insegna dell’amicizia franco-tedesca, con il primo ministro Jean-Marc Ayrault, il ministro dell’interno Manuel Valls, e il ministro del lavoro, Michel Sapin, che hanno fortemente criticato le posizioni espresse nel testo in discussione.
Secondo Valls, “i propositi espressi dal progetto presentato al PS, sono irresponsabili, demagogici e nocivi, con il rischio di rovinare un rapporto storico tra i due paesi”. Dal canto suo il ministro Sapin oltre al testo ha anche criticato l’atteggiamento del presidente dell’Assemblea Nazionale Claude Bartolone qualificando le proposte avanzate all’interno del partito “inappropriate e inadatte”.
Stamane, in un’intervista su radio Europe 1, il ministro degli affari esteri, Laurent Fabius, si è appellato alla calma : “Sì al dibattito, no al pugilato – esordisce Fabius- Non è normale, rimettere in discussione i vari dirigenti, il deficit della Francia è la Francia. Non ci sono ragioni di opporsi in modo frontale con un altro paese. Allo stesso tempo ci sono degli argomenti da discutere, tra cui la rapidità con la quale si possa tornare ad un equilibrio budgetario, e del fatto che alcuni paesi, come la Germania, vogliono rafforzare la loro crescita”.
Il ministro  francese dell’Economia, Pierre Moscovici, intervistato sul quotidiano Le Monde ha invece  ribadito, l’aspetto controproducente di una polemica con la Germania: “Non è entrando in una logica di denuncia, di rottura o di stigmatizzazione che si può sperare di far avanzare le cose- dichiara il ministro- agire in questo modo significa giocare in modo ambiguo ed essere perdenti all’arrivo”.

Come riporta questa mattina sempre il quotidiano Le Monde, le polemiche interne al Ps si sono estese sulla stampa che si divide anch’essa in varie posizioni: Nicolas Barré del quotidano l’Echos scrive “che vi sono delle linee da non oltrepassare”, come anche Pierre Rousselin in le Figaro commenta “non vi è niente di più irresponsabile che prendere la Merkel come capo espiatorio delle difficoltà che affliggono il nostro paese”.
Stranamente, scrive Le Monde, anche Libération teme “un gioco pericoloso dei socialisti francesi”.
Di parere contrario Jean-Emmanuel Ducoin che sul giornale l’Humanité, sottolinea un’ipocrisia di fondo che mira a puntare il dito sull’amicizia tra Francia e Germania, “laddove in realtà, ad essere in campo vi sono i rapporti tra forze politiche, il futuro dei cittadini e quello di un continente allineato a delle politiche di austerità che stanno portando alla catastrofe e per le quali la Merkel ha giocato un ruolo di prim’ordine”.
Dal canto suo, commenta Le Monde, la stampa tedesca reagisce con indifferenza e deride le posizioni del partito socialista: il giornale Handelsblatt definisce la polemica del Ps come una “reazione di panico” mentre il quotidiano Berliner Zeitung scrive che il “governo francese sta pagando la sua perdita d’influenza sull’Europa”.

Redazione