Iraq: Al Qaida rivendica ondata di attentati

Autobomba a Baghdad, 11 agosto 2013 (Getty images)

Una fine del Ramadan segnata da un ennesimo bagno di sangue: nei giorni della festività di Eid al fitr che chiude il mese sacro si contano almeno un’ottantina di morti in tutto il paese.
Numerose autobombe sono state fatte esplodere ieri in alcune città irachene: a Baghdad si parla di dieci ordigni esplosi nei mercati frequentati dagli sciiti, provocando la morte di almeno cinquanta persone e 140 feriti. Un altro ordigno invece è scoppiato in un parco giochi affollato da bambini e genitori nel quartiere di Kadhimiya.
A Doura, a sud di Baghdad, tre civili hanno perso la vita a causa dello scoppio di un’autobomba. Mentre a nord della capitale, nella città di Tuz Khurmato, una regione contesa sia dal governo centrale che dalla regione autonoma del Kurdistan, un kamikaze ha ucciso una decina di persone, ferendone 45 e infine a Nassiriya, la deflagrazione di due autobombe ha provocato quattro morti e 8 feriti.

Come riporta l’Ansa, un ramo di Al Qaida, denominato Stato islamico di Iraq e del Levante, avrebbe rivendicato la serie di attentati che hanno colpito l’Iraq tra sabato e domenica: “Lo Stato islamico si è mobilitato a Baghdad, nel sud e altrove per inviare un messaggio nel terzo giorno dell’Eid el Fitr- scrive in un comunicato il gruppo di terroristi che sottolinea come gli sciiti “non saranno sicuri né di notte né di giorno, né il giorno dell’Eid né mai”.
Un clima di tensione e di violenze fra sciiti e sunniti che solo nel mese di luglio ha provocato la morte di oltre mille persone.
Intanto gli Stati Uniti hanno condannato l’ondata di attacchi: “I terroristi che hanno compiuto questi atti sono nemici dell’Islam e nemici sia degli Stati Uniti, che dell’Iraq e la comunità internazionale”, avrebbe dichiarato la portavoce del dipartimento di Stato Jan Psaki, ricordando la taglia di 10 milioni di dollari per la cattura del leader del gruppo di Al Qaida, Abu Bakr al Baghdadi.

Redazione