Wikileaks: Governo Usa chiede 60 anni di carcere per Manning

Bradley Manning (Getty images)

Il governo americano avrebbe chiesto di condannare il soldato Bradley Manning a 60 anni di reclusione.
E’ quanto emerge dalle informazioni trapelate dal processo a carico del soldato, responsabile di aver trasmesso dati sulle azioni militari in Iraq e in Afghanistan a WikiLeaks, in corso al tribunale militare di Fort Meade, nel Maryland.
Il legale dell’accusa, il capitano Joe Morrow avrebbe dichiarato che Manning “merita di passare gran parte della vita che gli rimane” in prigione. Secondo il capitano Morrow, i crimini commessi dal giovane soldato sono “sufficientemente oltraggiosi da meritare 60 anni”, e avrebbe affermato che “gli Stati Uniti non formulano questa richiesta con leggerezza” sottolineando che Manning debba essere congedato con disonore e condannato a pagare 100.000 dollari di multa.

Stando a quanto avrebbe rivelato il quotidiano britannico Guardian, il giudice, il colonnello Denise Lind, avrebbe annunciato che giovedì prossimo prederanno il via le riflessioni finali del processo.
Sul soldato venticinquenne pendono 20 capi d’imputazione, di cui sette rientranti nell’Espionage Act. Tuttavia, Manning fu prosciolto dall’accusa più grave, quella di aver aiutato il nemico e per la quale rischiava l’ergastolo. Da parte sua, la difesa avrebbe puntato sui “problemi psicologici” di Manning legati soprattutto alla sua omosessualità. Come riporta il Los Angels Time la difesa, sostenuta dall’avvocato David Coombs, avrebbe affermato che il governo sarebbe “solo interessato a punire” più che a guardare “le necessità individuali del soldato” che rischia fino a 90 anni di reclusione.

Redazione