Crisi siriana, l’annuncio dell’Opac: “Distrutti tutti gli arsenali chimici”

Il direttore dell'Opac Ahmet Uzumcu (Martijn Beekman/AFP/Getty Images)

Si è conclusa con esito positivo l’operazione congiunta degli ispettori dell’Opac e dell’Onu. Ad annunciarlo la stessa organizzazione per il disarmo chimico, che proprio quest’anno ha vinto il premio Nobel per la Pace, sottolineando di “aver verificato, e visto distrutta, tutta la produzione critica e gli equipaggiamenti per la miscela e il riempimento, dichiarata dalla Siria”.

Nei giorni scorsi, l’Opac aveva sostenuto di aver effettuato i debiti sopralluoghi in 21 dei 23 siti siriani in cui erano depositate armi chimiche, segnalati dallo stesso governo di Bashar al Assad, che si era anche impegnato a eliminarle. In due siti non era stato possibile accedere perché in corso delle ostilità, ma gli ispettori hanno spiegato che il governo “ha dichiarato che i siti sono abbandonati e che tutti i dispositivi per il programma di armi chimiche che contenevano sono stati trasferiti in altre strutture dichiarate, che sono state ispezionate”.

Soddisfatto il direttore generale dell’Opac Ahmet Uzumcu: “Per conto dell’Opac, ringrazio voi e tutti i nostri colleghi della missione congiunta Opac-Onu che restano in Siria per il nostro importante compito. Rendo onore alla forza e al coraggio che tutti voi avete dimostrato nel portare a compimento la più difficoltosa missione che sia mai stata intrapresa da questa organizzazione”. Intercettato dall’Ansa, Sausan Ghosheh, portavoce della missione congiunta Opac-Onu, ha annunciato: “La Siria non può più produrre né utilizzare armi chimiche”. Secondo l’ispettore, a metà novembre, il consiglio esecutivo dell’Opac metterà a punto “un piano per eliminare anche le scorte di gas tossici”.

Redazione online