Allarme censura online, Berners-Lee: “Troppi controlli da parte degli Stati”

Tim Berners-Lee (Getty Images)

“Il controllo sempre più stringente di internet da parte dei governi mette a rischio il futuro della democrazia”: questa la denuncia avanzata dal “papà” di Internet, Tim Berners Lee, e resa nota nel Web Index Report 2013, rapporto mondiale realizzato da World Wide Web Foundation per mettere in luce gli aspetti più controversi del web, come la censura, la libertà di espressione, il digital divide e l’estensione territoriale, solo per citare alcuni parametri.

Secondo lo studio, vi sarebbe un elevatissimo grado di censura da parte dei singoli governi nei confronti dell’utilizzo di Internet in ciascun Stato, ma ciò che sottolinea il 58enne scienziato del Cern di Ginevra è un altro aspetto, più positivo e che dà l’indice di quanto importante sia il web per garantire la libertà di espressione e di “movimento” delle notizie: “Una delle scoperte più incoraggianti nello studio di quest’anno è come il web e i social media stiano spronando le persone a organizzarsi, a sviluppare iniziative e a tentare di portare alla luce violazioni in tutto il mondo”.

Berners-Lee avverte: “In questo momento sono necessari passi coraggiosi per proteggere i nostri fondamentali diritti alla privacy, alla libertà di opinione e all’associazione online”. Nel rapporto sono indicate anche alcune valutazioni del rappresentante speciale dell’Onu per la libertà di opinione Frank La Rue: “Le innovazioni tecnologiche consentono ai Paesi di aumentare l’operatività dei loro controlli senza badare a dimensioni o durata, la diminuzione dei costi e la massiccia memorizzazione dei dati hanno ormai eliminato qualsiasi ostacolo finanziario o concreto a questo genere di pratiche. Insomma, i governi hanno ora più che mai enormi capacità di condurre operazioni di sorveglianza simultanee, invasive, su larga scala o mirate”.

Redazione online