Landini (Fiom) critica Fiat: “La testa del gruppo è già in Usa”

landini_fiom
Maurizio Landini (Getty Images)

 

Maurizio Landini, segretario generale del sindacato Fiom, è tutt’altro che soddisfatto delle dichiarazioni dell’ad di Fiat – Chrysler Sergio Marchionne, e nel corso della trasmissione “L’economia prima di tutto” su Radio1 Rai sferra un deciso attacco a tutto il gruppo: “E’ necessario che la presidenza del Consiglio, che si preoccupa di portare in Italia investitori stranieri, si preoccupi anche e soprattutto che i grandi gruppi italiani non vadano via, non vadano all’estero, anche perché vorrei ricordare che in tutta questa brillante operazione finanziaria di Marchionne emerge che la famiglia Agnelli non tira fuori neanche un euro né negli investimenti nel settore auto né nell’impegno a mantenere la presenza in Italia”.

Il prossimo 29 gennaio il consiglio d’amministrazione del gruppo prenderà anche decisioni sulla propria sede centrale, ma secondo Landini “pare evidente che il centro delle attività e della produzione sia già negli Stati Uniti, non più in Italia. In Italia sono state prodotte meno di 400 mila auto su un totale di 4 milioni del gruppo, queste cifre confermano che la testa del gruppo è già negli Usa, le decisioni non si prendono più nel nostro Paese, il livello degli investimenti è più basso, i livelli di produzione rischiano di non essere adeguati a garantire l’occupazione di tutti gli stabilimenti. Ricordiamo che parliamo di stabilimenti che chiudono come Termini Imerese e Irisbus e di un aumento della cassa integrazione, e non parliamo invece di nuove produzioni”.

In merito alla prospettiva ventilata da Fiat – Chrysler di puntare sul settore del lusso spostando la produzione di Alfa in Italia, Landini ritiene che si tratti di un’operazione miope, che rischierebbe, contrariamente a quanto programmato, di far contrarre ulteriormente la produzione e chiudere altri stabilimenti. Il sindacalista, infatti, ritiene che il gruppo dovrebbe dedicarsi alla produzione, come ha fatto ad esempio Wolkswagen in Germania, di ogni fascia di vettura, poiché il solo settore del lusso non garantirebbe la permanenza degli investimenti.

Infine, il segretario generale Fiom propone un paragone sulla differenza tra Usa e Italia nella gestione di un gruppo industriale così importante e radicato nel nostro paese: “Negli Stati Uniti Fiat ha discusso le scelte con il Tesoro, con Obama e con i sindacati, da noi negli ultimi 3 anni solo annunci e dichiarazioni di impegni, cambiati e modificati, mentre non c’è mai stata una discussione e Fiat non ha mai preso impegni con nessuno”.

 

Redazione