Parità di genere, ok da Senato a norma per le Europee

L'aula del Senato (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)
L’aula del Senato (ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

L’aula del Senato ha approvato, con 157 voti favorevoli, 34 contrari e 23 astenuti, la norma che prevede l’introduzione alle elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo della cosiddetta parità di genere, a partire dal 2019. Contestualmente è stata anche approvata una norma transitoria per la quale le stesse regole varranno anche nelle prossime elezioni di maggio.

A favore della norma hanno votato Pd, Ncd, Forza Italia, Gal, Lega Nord, ma anche Scelta civica,che ha però sostenuto di averlo fatto per “disciplina di maggioranza”. Sel non ha partecipato al voto, mentre in maniera contraria si è espresso il Movimento 5 Stelle, che ieri – attraverso la senatrice Elena Fattori – aveva parlato di “un accordo truffa ai danni delle donne”.

L’accordo, ha spiegato il Partito Democratico che se ne è fatto primo promotore, prevede “una norma ‘transitoria’ per le prossime elezioni di maggio per il 2014, con l’annullamento della terza preferenza se non si rispetta l’alternanza e, a partire dal 2019 la presenza paritaria nelle liste, l’alternanza nel ruolo di capolista e la preferenza di genere con seconda e terza preferenza annullate se il principio non viene rispettato”.

Per il Pd, “che ha regole interne molto precise in materia di democrazia paritaria ampiamente dimostrate sia dalla composizione dei gruppi parlamentari che da quella del governo”, si tratta di “una mediazione” che però “sancisce finalmente per legge un diritto che nelle norme per le elezioni europee non era finora riconosciuto”.

Redazione online