Strage di Santhià: domenica di preghiera e dolore

Vercelli Cavour (getty Images)
Vercelli Cavour (getty Images)

La città di Santhià è immersa nel dolore e nella preghiera per le povere vittime uccise da Lorenzo Manavella.

I cittadini di questo paese di 9000 anime, fanno quadrato attorno alla famiglia Manavella, conosciuta e stimata da chiunque.

Non c’è la solita aria da domenica di tarda primavera, all’uscita dalla chiesa la gente scivola via a capo chino. Nei bar del centro non ci sono i soliti capannelli di avventori.

Troppo fresco e immenso è il dolore per Tullio, Pina e Patrizia Manavella trucidati dal nipote Lorenzo in una notte di pura follia.

 Don Paolo Turati, nella messa celebrata stamani in parrocchia non ha fatto cenno alcuno nella sua omelia a quanto successo nella notte tra giovedì e venerdì.

“La stampa.it di Vercelli  racconta che davanti all’edificio di via Marconi 14 – la villa teatro dei triplice omicidio è transennata, ma la strada adesso è libera – con il passare delle ore aumentano i mazzi di fiori lasciati da amici e conoscenti. E i pochi curiosi di passaggio abbassano la voce e sfilano via veloci scuotendo il capo”.

Redazione online