Svizzera, Napolitano: “Troppi populismi in Europa”

Giorgio Napolitano al Consiglio Svizzero federale, Berna (Getty images)
Giorgio Napolitano al Consiglio Svizzero federale, Berna (Getty images)

Il capo di Stato Giorgio Napolitano, in visita ufficiale in Svizzera si è recato a Berna, dove ha tenuto un discorso davanti al Consiglio Federale.
Nel suo intervento il capo di stato ha lanciato un monito all’Europa sottolineando che “è ancora attraversata da pulsioni e populismi che mettono in discussione struttura ed obiettivi della costruzione comune”.

“L’Europa solo ora inizia a mostrare ancora troppi timidi segnali di ripresa dopo sei anni di crisi economica”, ha detto Napolitano evidenziando “l’asprezza del confronto politico, in questo momento dello scontro elettorale” in Italia “non ci farà deviare dalla attenzione necessaria”.

Napolitano ha spiegato che il belpaese “attraversa una fase complessa e cruciale di rinnovato impegno per il rilancio dell’economia e della occupazione, per la definizione delle riforme strutturali, anche in senso costituzionali, da tempo mature” e che si “si confronta al suo interno per gettare le basi di un futuro degno della nostra storia e delle nostre potenzialità”.

scontro tra i partiti sulle elezioni europee è aspro, ma “bisogna mantenere l’unità”. E il percorso delle riforme è maturo e va portato fino in fondo. E’ il monito del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che parla da Berna, dove si trova in visita di stato.

“L’Italia attraversa una fase complessa e cruciale”, ha detto Napolitano, e sta definendo una serie “di riforme strutturali” che sono “da tempo mature”: queste devono essere “le basi di un futuro degno della nostra storia”.

Ma Napolitano in Svizzera non ha nascosto le sue perplessità riguardo all’introduzione delle quote per gli immigrati, tra i quali anche gli italiani, dopo un referendum promosso il 9 febbraio, dichiarando che “siamo troppo amici per nascondervi lo sconcerto nell’apprendere un risultato che si pone in controtendenza rispetto alla consolidata politica europea della Confederazione”.

Redazione