Ucraina: nuovo convoglio russo di aiuti umanitari a Lugansk. Assaltato aeroporto di Donetsk

Soldato ucraino a Lugansk (Getty images)
Soldato ucraino a Lugansk (Getty images)

La Russia ha inviato un nuovo convoglio di aiuti umanitari in Ucraina dell’est, così come annunciato al termine della prima e discussa operazione che si svolse nel mese di agosto, quando la Russia fu accusata di aver violato il territorio ucraino introducendo mezzi con aiuti umanitari, senza il consenso di Kiev. Ma la Russia assicurò di aver concordato l’operazione con le autorità competenti: ma il convoglio che rimase bloccato alla frontiera per una settimana, provocò forti tensioni fra Mosca e Kiev.

CONVOGLIO– Si apprende che circa 200 camion sono arrivati questa mattina a Lugansk con 2.000 tonnellate di prodotti alimentari, medicinali, generatori di corrente e macchine per la purificazione dell’acqua.
Il convoglio ha superato la frontiera da Izvarino verso le ore 8 di Mosca (le 6h in Italia).
Intanto la Croce rossa ha reso noto che non sta accompagnando la colonna perché “non ha ricevuto una notifica ufficiale dell’accordo tra Russia e Ucraina”, mentre l’autoproclamata Repubblica del Popolo di Luhansk aveva annunciato ieri di essere stata informata da Mosca che oggi sarebbe arrivato un secondo convoglio di aiuti umanitari.

DIVIETO INGRESSO A GIORNALISTI RUSSI – Una situazione che rischia di alimentare ulteriori tensioni tra la Russia e la comunità internazionale alla quale si aggiunge la notizia che i servizi segreti di ucraini (Sbu) hanno perquisito la sede di un giornale considerato filorusso, vietando l’ingresso in Ucraina a 35 reporter russi.
Immediata la reazione del Comitato per la protezione dei giornalisti e dell’Osce che hanno chiesto a Kiev il rispetto del ruolo e della libertà dei media.
Gli agenti del Sbu hanno fatto irruzione nella sede del quotidiano “Vesti” e hanno sequestrato dei server della redazione in un’inchiesta “per attentato all’integrità territoriale dell’Ucraina”.
Il proprietario della holding a capo del giornale, Igor Guzhva, ha riferito che la perquisizione è stata effettuata dopo la pubblicazione di un articolo su un appartamento a New York della figlia del comandante dei servizi segreti Valentin Nalivaicenko.
Il divieto d’ingresso ai giornalisti russi, è stato annunciato dal presidente del Consiglio nazionale ucraino per le trasmissioni radiotelevisive Iuri Artemenko , precisando che l’ingresso in Ucraina sarà vietato per un periodo da tre a cinque anni.
“Le questioni riguardanti la sicurezza nazionale non dovrebbero giustificare restrizioni sproporzionate alla libertà di espressione e alla libertà dei media”, ha dichiarato la responsabile media dell’Osce, Dunja Mijatovic.

ANCORA COMABTTIMENTI– Secondo le forze armate ucraine, i miliziani separatisti hanno violato ancora una volta la tregua firmata lo scorso 5 settembre, assaltando nella serata di ieri l’aeroporto di Donetsk: “Numerosi ribelli sostenuti da sei carri armati, venerdì alle 19.30 (le 18.30 in Italia), hanno lanciato un attacco all’aeroporto di Donetsk, che è stato eroicamente respinto dai soldati”, riferiscono fonti dell’esercito.
La notizia è stata confermata anche dall’esperto militare filo ucraino Dmitri Timchuk, ma non dai separatisti.

LA RUSSIA VUOLE CONQUISTARE L’UCRAINA– In una conferenza stampa sul tema “Come rilanciare l’Ucraina” con parlamentari e uomini d’affari europei ed ucraini nella capitale, il premier, Arseny Yatseniuk ha affermato che l’Ucraina ha sbagliato e che in questi ultimi sei mesi non è riuscita a fare riforme, anche perché il paese è in guerra: “Noi siamo sempre in stato di guerra ed il nostro principale aggressore è la Federazione russa. Putin vuole mantenere un conflitto latente”, ha sostenuto il premier ucraino, aggiungendo che l’obiettivo del presidente russo Vladimir Putin “è di conquistare tutta l’Ucraina e di ricreare l’Unione Sovietica”.
“La Russia è una minaccia per la pace mondiale e per la sicurezza di tutta l’Europa”, ha poi aggiunto Yatseniuk, precisando che Putin vuole eliminare l’Ucraina come Stato indipendente”.
Inoltre, il premier ha rilanciato un appello di mediazione agli Usa e all’UE in quanto Kiev “non è forte abbastanza per condurre trattative bilaterali” con Mosca.

Redazione