Cottarelli: nel mio lavoro ostacolato dai burocrati

Carlo Cottarelli (Stephen Jaffe/IMF via Getty Images)
Carlo Cottarelli (Stephen Jaffe/IMF via Getty Images)

Il commissario alla spending review Carlo Cottarelli fa il bilancio di un anno di lavoro al taglio della spesa pubblica. “La parte principale del mio lavoro può dirsi completata”, dice Cottarelli in un’intervista al Corriere della Sera, che a questa esperienza, che considera positiva, dà voto “otto”. Il commissario spiega però che ad ostacolargli il lavoro è stato un sistema burocratico quasi kafkiano. “Una cosa che mi ha reso molto difficile il lavoro è stato – a parte le difficoltà politiche di fronteggiare certi temi, ma quelle ci stanno – il mondo burocratico romano. Il sistema dei capi di gabinetto. Si conoscono tutti tra loro, parlano tutti lo stesso linguaggio. E i capi degli uffici legislativi: hanno in mano tutto e scrivono leggi lunghissime, difficilmente leggibili. Costituiscono un gruppo omogeneo, in cui è difficile entrare, con cui è difficile interagire. Spesso molti documenti non mi venivano dati. Non per cattiva intenzione, ma perché non facevo parte della struttura – dice Cottarelli nell’intervista -. Dopo una, due, tre settimane venivo a sapere le cose. Questa è stata un’enorme difficoltà”. “Ho sentito un senso di esclusione“, aggiunge.

Nel suo lavoro sui tagli alla spesa pubblica italiana, il commissario si è trovato ad affrontare fatti a dir poco incredibili e assurdi. “Quando ho discusso col ministero della Difesa dell’opportunità che alcuni ufficiali superiori rinunciassero all’auto di servizio – racconta -, ho scoperto che esiste un regolamento dell’Esercito e della Marina, ma non dell’Aviazione, che impedisce ai militari in divisa di andare in giro con l’ombrello. Non potendosi bagnare, devono prendere l’auto“. Poi c’è la questione dei commessi nei palazzi del potere: “Molti, oggi, non hanno un vero lavoro da svolgere – spiega Cottarelli -, stanno seduti alla scrivania nei corridoi ministeriali. Una volta mi hanno spiegato perché questi enormi corridoi non possano essere ristretti, razionalizzando gli spazi. Per la presenza dei suddetti commessi, che stanno lì a fare niente”.

Sui tagli chiesti ai ministeri, Cottarelli precisa che “non sono lineari”. “Anche quando abbiamo chiesto a tutti i ministeri la stessa cosa – ridurre le spese del 3% – ognuno poi s’è fatta la propria spending review interna”, sottolinea.

Infine, sulla legge di Stabilità Cottarelli dice che “è molto coraggiosa. Non so se io avrei avuto questo coraggio”, aggiunge, sottolineando che “va certamente nella direzione giusta. Penso che l’Italia abbia bisogno di questo. Non di un’ulteriore stretta fiscale“, conclude.

Il lavoro di Cottarelli alla spending review è terminato, il commissario tornerà a Wasington, al Fondo Monetario Internazionale.

Redazione