Settore manifatturiero vicino alla recessione in tutta Europa

Operaie al lavoro in una fabbrica (GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images)
Operaie al lavoro in una fabbrica (GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images)

Come confermano i dati Istat sul terzo trimestre, la recessione italiana non si ferma e colpisce forteil settore dell’industria in generale, che ha perso lo 0,6% dalla precedente rilevazione. Un comparto specifico, quello manifatturiero, soffre particolarmente, anche a livello comunitario. E’ quanto emerge dall’analisi del Purchasing mangers index, un’indagine condotta tra i responsabili degli acquisti, il cui punteggio è calato dal 50,6 di ottobre in tutta la Eurozona al 50,1 di novembre. Preoccupante, se si considera che 50 punti sono la soglia che rappresenta il limite tra la crescita e la contrazione del settore.

Sotto questo punteggio si trova l’Italia, che non è mai andata così male negli ultimi 17 mesi: a novembre l’indice è calato nel nostro Paese di un punto intero, passando da 50 a 49. La produzione, infatti, nonostante una crescita degli ordini destinati all’estero, risente del calo mensile dei nuovi ordini totali. Gli analisti di Markit correlano a questa debolezza un ulteriore calo di acquisti e un’occupazione del settore in calo ad un tasso anche più rapido. Si evidenzia che anche la Germania si trova nelle medesime condizioni, avendo registrato per questo mese un indice Pmi di 49,5 punti.

Il capo economista Chris Williamson ha commentato: “La situazione è peggiore di quanto pensato in precedenza. Non solo la performance del settore è stata la peggiore dalla metà del 2013, c’è anche il rischio che il nuovo e forte peggioramento iniziato al centro si estenda a tutta la regione”

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