Il Papa nelle Filippine: “Proteggiamo e incoraggiamo i nostri giovani”

Il Papa nelle Filippine (TED ALJIBE/AFP/Getty Images)
Il Papa nelle Filippine (TED ALJIBE/AFP/Getty Images)

Particolarmente intensa la quarta giornata di Papa Francesco nelle Filippine, dove ha incontrato circa 30mila giovani nel campus della università Santo Tomas di Manila, ai quali ha chiesto se piangiamo vedendo “un bimbo senza casa, che soffre, abbandonato, abusato, usato da una società come schiavo” e ci chiediamo “perchè Dio permette questo, e perchè solo poche persone ci aiutano”, riprendendo le parole di una ex bambina di strada.

Il Pontefice sottolinea: “Quando il cuore è capace di farsi questa domanda e di piangere, possiamo capire , c’è una compassione mondana che al massimo ci fa mettere la mano in tasca e dare una moneta: se Cristo avesse avuta questo tipo di compassione sarebbe passato, avrebbe curato 3 o 4 persone e se ne sarebbe tornato al Padre”. Quindi un commosso ricordo di Cristel, che “lavorava nella organizzazione della messa, aveva 27 anni, giovane come voi, e lavorava per una associazione che si chiama Catholic relief service, era una volontaria” ed è morta mentre dava una mano nella gestione dell’accoglienza per il cedimento di una torre.

“Le donne hanno molto da dirci nella società di oggi” – ha ricordato ancora il Papa – “tante volte noi siamo maschilisti, ma una donna è capace di vedere le cose con occhio distinto, con differente sguardo, le donne sono capaci di porre questioni che noi uomini non siamo capaci di capire, hanno più attenzione,  si fanno domande oggi la unica domanda che non ha risposta ce la ha posta Jun. Non le sono bastate le parole, e così ha pianto, ha avuto bisogno delle lacrime”.

L’omelia

Papa Francesco ha poi tenuto un’omelia nel corso della Messa celebrata presso il Quirino “Grandstand-Rizal Park”, sempre a Manila, spiegando che Dio “ha scelto ciascuno di noi per essere testimone in questo mondo della sua verità e della sua giustizia. Ha creato il mondo come uno splendido giardino e ci ha chiesto di averne cura. Tuttavia, con il peccato, l’uomo ha sfigurato quella naturale bellezza; mediante il peccato, l’uomo ha anche distrutto l’unità e la bellezza della nostra famiglia umana, creando strutture sociali che hanno reso permanente la povertà, l’ignoranza e la corruzione”. Oltre sei milioni le persone presenti.

Quindi è tornato a difendere il valore della famiglia, sostenendo che quando il Bambino Gesù “venne in questo mondo, la sua stessa vita si trovò minacciata da un re corrotto. Gesù stesso si trovò nella necessità di venire protetto. Egli ha avuto un protettore sulla terra: san Giuseppe. Ha avuto una famiglia qui sulla terra: la Santa Famiglia di Nazaret. In tal modo Egli ci ricorda l’importanza di proteggere le nostre famiglie e quella più grande famiglia che è la Chiesa, la famiglia di Dio, e il mondo, la nostra famiglia umana. Oggi purtroppo la famiglia ha bisogno di essere protetta da attacchi insidiosi e da programmi contrari a tutto quanto noi riteniamo vero e sacro, a tutto ciò che nella nostra cultura è più nobile e bello”.

Infine un messaggio che riprende i temi affrontati nell’incontro precedente con i giovani: “Anche noi abbiamo il compito di proteggere, guidare e incoraggiare i nostri giovani, aiutandoli a costruire una società degna del suo grande patrimonio spirituale e culturale. In modo specifico, abbiamo bisogno di vedere ogni bambino come un dono da accogliere, da amare e da proteggere. E dobbiamo prenderci cura dei giovani, non permettendo che siano derubati della speranza e condannati a vivere sulla strada”.

 

GM