Carceri, il mostro di Foligno presto libero

Luigi Chiatti (screenshot Youtube)
Luigi Chiatti (screenshot Youtube)

Luigi Chiatti, oggi 46enne, è stato protagonista di uno dei casi mediatici che negli anni Novanta sconvolsero l’opinione pubblica italiana: l’uomo è infatti noto come il mostro di Foligno per aver ucciso in maniera brutale due bambini, Simone Allegretti, scomparso di casa il 4 ottobre 1992, poi ritrovato dopo due giorni in una scarpata, e Lorenzo Paolucci, 13 anni, trucidato il 7 agosto dell’anno dopo. Nel marzo 1997, la Cassazione rende definitiva la condanna a 30 anni, con il riconoscimento della seminfermità mentale, nei confronti del giovane, figlio adottivo di un medico di Foligno.

A destare scalpore è la notizia, riportata da diversi organi di stampa, secondo la quale grazie al beneficio dell’indulto di tre anni, ottenuto nel 2006, e ora gli ulteriori sconti della legge Gozzini, consistenti in sei anni, l’uomo – detenuto da oltre due decenni – dovrebbe uscire di carcere il prossimo 3 settembre. Quello che desta più scalpore, però, sono alcune lettere scritte in carcere da Chiatti una decina di anni fa, nelle quali il mostro di Foligno sosteneva: “Uscirò tra 20 anni e tornerò a uccidere, ma farò più attenzione”.

Proprio in base a queste affermazioni, sono in molti a chiedere chiarezza sulla vicenda e a lanciare appelli perché Chiatti, che da bambino sarebbe stato vittima di sevizie, potrebbe essere tutt’altro che pentito degli atroci delitti commessi. Giovanni Picuti, legale dei genitori delle vittime, accusa: “La liberazione di Chiatti è il risultato di un pasticcio dietro l’altro del nostro sistema giudiziario”. Tra l’altro, anche un parere sulla pericolosità sociale di Luigi Chiatti, che sarà senza dubbio firmato dal Tribunale di Sorveglianza di Firenze, sembra correre il rischio di cadere nel vuoto, visto che da aprile gli Opg verranno chiusi e c’è poca chiarezza sul futuro.

In queste ore arrivano anche le parole di Luciano Paolucci, papà di Lorenzo, che vuole incontrare l’assassino di suo figlio: “Devo parlargli, voglio capire se è davvero pentito di ciò che ha fatto, se è guarito. Io l’ho perdonato, perché lui da bambino fu violentato, come è emerso dagli atti del processo. Ma credo che scarcerarlo dopo appena 21 anni sia molto pericoloso”.

Da parte sua, il giornalista Salvo Sottile fa un paragone con la vicenda giudiziaria di Fabrizio Corona e si chiede: “Se può tornare a casa il mostro di Foligno perché non puó curarsi in ospedale anche lui? Io non dico che gli debba essere perdonato nulla, deve pagare tutti i suoi errori. Ma possibile che anche per Corona non ci sia una leggina all’italiana che gli commuti la pena o gli permetta di scontarla non in carcere? Se hanno mandato a casa (avete capito bene a casa, libero!) il mostro di Foligno ci deve essere qualcosa anche per lui, altrimenti l’in-giustizia non è uguale per tutti“.

Oltre vent’anni dopo gli atroci delitti che sconvolsero la comunità umbra e non solo, dunque, il mostro di Foligno fa ancora paura.

 

GM