Prete pedofilo, condanna confermata in Cassazione

Prete (Tim Boyle/Getty Images)
Prete (Tim Boyle/Getty Images)

Confermata in Cassazione la condanna per violenza sessuale su minori per Don Ruggero Conti; ne ha dato notizia monsignor Alberto Mazzola, vescovo della diocesi di Porto-Santa Rufina, il quale “nel prendere atto della decisione, con doveroso rispetto per l’accertamento giudiziale e profonda tristezza per la condotta del sacerdote”, ha rinnovato “la più sentita vicinanza a tutte le vittime di questa grave e penosa vicenda”.

Ha proseguito il vescovo: “La Congregazione per la Dottrina della Fede stabilirà i passi successivi. L’intera chiesa diocesana è ora chiamata ad un percorso di preghiera, di solidarietà fraterna e di rinnovamento per continuare ad operare per la crescita dei bambini e dei ragazzi perché nessuno di loro abbia a soffrire violenza da parte di chi è chiamato ad essere per tutti punto di riferimento e padre”.

Nel marzo 2011, Don Ruggero Conti, ex parroco della chiesa della Natività di Maria Santissima a Selva Candida a Roma, era stato condannato a 15 anni e 4 mesi di reclusione. Il sacerdote era accusato di aver abusato di sette bambini affidatigli nell’oratorio e nei campi estivi tra il 1998 e il 2008, approfittando delle situazioni di debolezza o di difficoltà familiare in cui versavano le vittime.

Don Ruggero Conti era stato arrestato tre anni prima: le indagini successive al fermo avevano portato alla luce altri episodi di abusi avvenuti negli anni Ottanta, quando Conti non era stato ancora ordinato sacerdote. Si trattava di questioni ormai prescritte ma alcune vittime dell’epoca erano state comunque chiamate in aula dall’accusa per testimoniare.

La condanna fu poi ridotta di un anno in Appello per la sopraggiunta prescrizione, ma i giudici della terza sezione di appello, presidente Ernesto Mineo, precisarono che l’imputato “non è meritevole di attenuanti generiche: un sacerdote che abusa di bambini che segue per preparare alla Prima Comunione o che dimostra loro che è possibile avere denaro assoggettandosi alle brame sessuali di un adulto. Dire altro, sembra superfluo”.

GM