Uccise 14enne, libero dopo due anni

Tribunale (Valerio Pennicino/Getty Images)
Tribunale (Valerio Pennicino/Getty Images)

E’ stato scarcerato per decorrenza dei termini per la  misura di custodia cautelare in carcere, ma non nel merito, il ragazzo di San Marcellino, in provincia di Caserta, 17enne all’epoca dei fatti, che il 7 aprile del 2013 ad Aversa uccise con una coltellata Emanuele Di Caterino, di appena 14 anni. In primo grado i giudici pronunciarono una sentenza di 15 anni di carcere, poi la scarcerazione “tecnica”. Il processo d’Appello è programmato per ottobre, poi toccherà attendere la Cassazione.

Amalia Iori, madre del 14enne ucciso, non si dà pace e da mesi lancia appelli, l’ultimo dei quali al Ministro della Giustizia: “Come faccio? Come faccio a spiegarlo ai miei figli ora che camminando per strada possono trovarsi avanti l’assassino di Emanuele? Come faccio ad essere ancora credibile quando dico ai giovani che chi sbaglia paga? E come faccio a stare tranquilla nel pensiero di quanto è accaduto?”.

Già dopo la sentenza, la donna si era augurata “che 15 anni restino 15 e che non comincino ad esserci sconti. Sono comunque pochi per me, dovranno servirgli a comprendere il risultato del suo gesto”. La sequenza delle immagini successive all’omicidio, agli atti del giudice del tribunale dei Minorenni, fecero molto clamore: in un video si vedevano infatti gli amici del 14enne inseguire il suo assassino, mostrandogli una maglietta insanguinata.

Emanuele Di Caterino fu ucciso la notte tra il 7 e l’8 aprile del 2013 nei pressi di un bar, nel corso di una rissa sfociata in maniera drammatica. Il suo assassino ha sempre affermato di non aver ucciso volontariamente: “Mi sono difeso, mi hanno aggredito e il coltello non era mio ma dei miei avversari”.

GM