Il dolore del Papa: “Etiopi, versato sangue di martiri”

Papa Francesco (Franco Origlia/Getty Images)

L’esecuzione dei 28 etiopi cristiani da parte dell’Isis ha profondamente costernato Papa Francesco, già addolorato dalle ripetute notizie di morte e sofferenza che provengono dalle zone più travagliate dal pianeta. Proprio durante l’incontro di domenica scorsa con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il viso e l’atteggiamento del Pontefice tradivano una certa stanchezza. Il Santo Padre ha sentito il bisogno di far giungere il proprio messaggio di cordoglio al patriarca della Chiesa ortodossa etiopica, Abuna Matthias. “Il sangue dei nostri fratelli e delle nostre sorelle – scrive Francesco è una testimonianza che grida per farsi sentire da tutti coloro che sanno ancora distinguere tra bene e male. Questo grido deve essere ascoltato soprattutto da coloro che hanno nelle mani il destino dei popoli. Non fa alcuna differenza che le vittime siano cattolici, copti, ortodossi o protestanti. Il loro sangue è uno medesimo nella loro confessione di Cristo! Mi rivolgo a Lei nella più sentita solidarietà, per assicurarla della mia vicinanza nella preghiera davanti al continuo martirio che viene inflitto in modo così crudele a cristiani in Africa, in Medio Oriente e in alcune regioni dell’Asia”.

In Etiopia, intanto, sono stati proclamati tre giorni di lutto. Il Paese sta considerando l’ipotesi di sostenere in modo compatto l’Egitto nella lotta contro i miliziani dello Stato islamico. Il Cairo effettua raid in Libia dal momento dell’uccisione dei 21 cristiani copti. Addis Abeba è da tempo bersaglio dei terroristi della “guerra santa” che compiono rappresaglie in risposta alle ingerenze del governo etiope contro al-Shabaab in Somalia. L’irruzione dell’Isis in Libia è un problema grave anche per i migranti: migliaia di etiopi insieme a tanti altri africani cercano di partire per l’Europa e giunti in Libia si imbarcano in fretta, in qualsiasi condizione, proprio per non cadere nelle mani degli uomini del Califfo.

Intanto, in Egitto, l’Università di Al Azhar, massimo Centro accademico dell’islam sunnita, ha condannato la strage dei 28 etiopi compiuta dai jihadisti dello Stato Islamico che hanno diffuso sulle rete i video delle barbare esecuzioni. “Un crimine odioso, che va contro qualsiasi religione, legge o condotta umana”, queste le parole dell’imam Ahmed al-Tayyeb.

CM