Crisi ‘L’Unità’, pignorati i beni di Concita De Gregorio

Concita De Gregorio (Valerio Pennicino/Getty Images)
Concita De Gregorio (Valerio Pennicino/Getty Images)

La crisi e il fallimento de ‘L’Unità’, lo storico quotidiano della sinistra italiana, fondato da Antonio Gramsci, stanno ricadendo sulle spalle dei lavoratori: i giornalisti de L’Unità stanno ricevendo pignoramenti e ingiunzioni di pagamento per una cifra che finora supera i 400mila euro. Per questo oggi hanno convocato una conferenza stampa per denunciare la situazione, fiancheggiati dalla Fnsi: “Concita De Gregorio e altri giornalisti de L’Unità stanno pagando anche il conto dell’editore e questo non è giusto. Non solo, questa situazione rischia di minare profondamente la libertà di stampa nel nostro Paese perché nulla esclude che possa verificarsi in futuro anche in altri giornali”.

La storica firma di ‘Repubblica’, che è stata tra il 2008 e il 2011 direttore del quotidiano, per decenni house organ del Pci, spiega: “Non sono mai stata chiamata in tribunale, né mi è mai stato chiesto di produrre carte con una difesa adeguata, se fossimo stati in grado di produrre le carte sulla base delle quali si fondavano gli articoli avremmo vinto e sono sicura che vinceremo in appello”. La De Gregorio ha dovuto pagare 400 mila euro di risarcimenti, mentre Natalia Lombardo, altra giornalista de L’Unità, deve pagare 18 mila euro e anche lei ha ricevuto il pignoramento della casa. La Nuova Iniziativa Editoriale, che ha edito il quotidiano per 14 anni, ha ricevuto oltre 60 milioni di euro di fondi pubblici per l’editoria.

Solidarietà ai giornalisti è stata espressa dalla presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini: “Le cospicue richieste di risarcimento economico che si trovano a fronteggiare in solitudine, i conseguenti pignoramenti degli stipendi – per chi al momento ne ha uno – o persino delle abitazioni, preoccupano tanto più nei confronti di una redazione che dall’agosto scorso è in cassa integrazione. Auspico che tutti i soggetti interessati avvertano la responsabilità di farsi carico di una questione che non può ricadere soltanto sui singoli giornalisti. Spero che alla soluzione di questo problema, che riguarda non solo ‘L’Unità’ ma altre testate coinvolte nella grave crisi dell’editoria, anche la Camera possa concorrere individuando idonei strumenti legislativi”.

GM