Primavalle, Marino: “Non si cada nella trappola del razzismo”

Ignazio Marino (GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images)
Ignazio Marino (GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images)

Dopo il tragico investimento di ieri a Primavalle, dove tre giovanissimi rom, scappando da un posto di blocco, hanno ucciso una donna e ferito diverse altre persone, nel tardo pomeriggio di ieri, il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha rotto il silenzio per il quale era stato messo sotto accusa dalle opposizioni e ha sottolineato: “Roma non vuole essere trascinata in basse strumentalizzazioni elettorali. Il mio appello alla città è di evitare trappole: occorre vicinanza alle vittime, severità per i colpevoli rifuggendo da odi e paure che qualcuno tenta di suscitare. E’ una sfida, civile e culturale, che la città è in grado di vincere”.

Ha continuato Marino: “Qualcuno sta cercando di trasformare questa tragedia – ancora più terribile se, come sembra, a commettere l’omicidio sono stati dei minorenni – in una speculazione politica. Lo fa Matteo Salvini e lo fanno i suoi imitatori romani. Volontariamente accendono odio che rischia di produrre altra violenza, sperando così di avere qualche tornaconto elettorale. Gettare benzina sul fuoco non è un errore politico, è un vero e proprio delitto, imperdonabile per chi ha responsabilità politiche nazionali o locali”.

Spiega ancora Marino: “La morte di una donna, il ferimento di altre otto persone: siamo davanti a una terribile disgrazia umana e di tutta la città, a un omicidio volontario che va perseguito con la massima inflessibilità, visto che gli investitori hanno accelerato invece di frenare davanti a chi attraversava la strada. Il mio primo sentimento è di essere vicino alla famiglia della vittima, Perez Corazon Abordo, e dei feriti: tutti romani, anche se in tasca hanno il passaporto filippino, francese o moldavo”.

“Persone comuni che rientravano da una giornata di lavoro in un quartiere della nostra città, dove italiani e stranieri vivono fianco a fianco in pace” – ha concluso Marino – “La seconda reazione è quella di chiedere che sia fatta giustizia, in maniera rapida e severa. Il Campidoglio si costituirà parte civile contro gli imputati, quando saranno assicurati alla giustizia”.

GM