D’Alema: “Se falliamo, Paese in mano ai populismi”

Massimo D'Alema (JACQUES COLLET/AFP/Getty Images)
Massimo D’Alema (JACQUES COLLET/AFP/Getty Images)

“Sono preoccupato, ho paura che il Paese non ce la faccia e che, se cede il Pd, finisca preda dei populismi”, a sostenerlo – in un’intervista al Corriere della Sera – è Massimo D’Alema, volto storico della sinistra italiana ed ex presidente del Consiglio, unico ex iscritto al Pci ad avere ricoperto questa carica. L’ex presidente Ds aggiunge: “Occorre ricostruire il campo del centrosinistra. In fondo Berlusconi sta cercando di fare la stessa cosa dall’altra parte. Noi non possiamo pensare che si possa andare avanti come se nulla fosse, magari con i voti di Verdini. Non credo che quei voti ci riporteranno i milioni di voti persi tra la nostra gente”.

D’Alema fa un’equiparazione tra Francia e Italia: “In Francia è una sinistra tallonata da Marine Le Pen, mentre l’Italia fa quel che può, stretta tra una legge folle, la Bossi-Fini, che produce clandestinità e respinge l’immigrazione di qualità, e la mancata gestione del fenomeno. In questo quadro, la sinistra rischia la sconfitta: non può affrontare il problema accodandosi ai populismi. Rischia di perdere senza combattere. In gioco ci sono i valori di accoglienza e solidarietà della democrazia europea”.

L’ex premier entra quindi nel merito del tema dell’immigrazione: “C’è una crescente disillusione. Sull’altra sponda del Mediterraneo vengono apprezzati gli sforzi fatti dall’Italia con ‘Mare Nostrum’ e altre iniziative, ma quando descrivono ciò che i loro cari trovano nel nostro Paese, allora il racconto cambia: sfruttamento, ingiustizia, prevaricazione”. Questo il monito di D’Alema: “Se non si riescono a gestire poche decine di migliaia di persone e si diffondono immagini di abbandono, degrado, mancanza di controllo, è naturale che aumenti la paura, ma ciò dimostra un impressionante vuoto di classe dirigente”.

Quindi D’Alema parla del crollo di consensi delle recenti amministrative, rispetto al 41% delle Europee, sostenendo che Matteo Renzi “si è illuso di avere oramai vinto e di poter fare da solo ma ha finito per deludere molte delle speranze che aveva suscitato. La disillusione è stata ancora più cocente. Di fronte a misure che hanno colpito il nostro popolo, la gente si è sentita tradita. È di oggi il provvedimento che permette alle aziende di spiare mail e telefonate dei dipendenti. Speriamo che venga modificato, ma il fatto stesso che il governo del Pd possa prendere un provvedimento del genere è inquietante”.

GM