Trump: “Con Saddam e Gheddafi il mondo era migliore”

Trump Gheddafi Saddam
(Scott Olson/Getty Images)

Donald Trump, candidato alle primarie repubblicane, si sta facendo notare per una campagna elettorale aggressiva, spesso oltre le righe. Le sua dichiarazioni all’insegna del maschilismo e dell’opposizione dura agli immigrati non lasciano indifferenti sia i suoi sostenitori sia i suoi detrattori. Negli ultimi tempi era stato fortemente criticato per aver avallato l’affermazione di un giornalista che diceva che Obama era un musulmano e per aver detto senza mezzi termini che tutti i profughi siriani andavano rispediti immediatamente al loro Paese. Ora torna sulle prime pagine dei giornali per le sue affermazioni sulla politica estera. Come sempre si tratta di un pensiero apertamente schierato e non propriamente politically correct. Trump ha detto in un’intervista alla Cnn: “Se dittatori come Saddam Hussein e Muammar Gheddafi fossero ancora al potere il mondo sarebbe migliore. Guardate l’Iraq, non aveva terroristi, perché Saddam Hussein li avrebbe uccisi immediatamente. Non sto dicendo che Saddam era una brava persona, era terribile. Ma l’Iraq anni fa era molto meglio di adesso mentre in questo momento il Paese è un campo di addestramento per terroristi. Iraq e Libia non hanno alcun controllo al loro interno, e nessuno sa cosa sta succedendo”.

Per estremo che sia il pensiero di Trump parla alla pancia della gente e interpreta un pensiero che soprattutto qui in Italia in riferimento alla Libia trova molti sostenitori. Il primo ad aver detto che con Gheddafi la situazione era migliore è stato proprio l’ex premier Silvio Berlusconi  che rivendica il fatto di essere sempre stato contrario ai bombardamenti sulla Libia quando altri Paesi europei invece avallarono quella scelta.

F.B.