“La carne rossa fa male? Scriviamolo sulle confezioni”

Bistecca (Joe Raedle/Getty Images)
Bistecca (Joe Raedle/Getty Images)

La notizia che secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità starebbe per includere la carne trattata – nello specifico carne rossa e insaccati – nell’elenco degli alimenti pericolosi per il cancro ha dato vita anche nel nostro Paese a un ampio dibattito. Tra gli altri, il noto oncologo Umberto Veronesi ha commentato così la decisione: “Da 20 anni ripeto che esiste un legame causa-effetto tra consumo di carni rose, specialmente se lavorate, e alcuni tipi di tumori”. L’argomento è stato trattato anche dai ministri Lorenzin e Orlando, che hanno invitato a non fare eccessivo allarmismo.

Sul tema è intervenuta nelle scorse ore l’ex ministro Michela Vittoria Brambilla, ospite dei microfoni di Radio Cusano Campus: “Pensate che per produrre un chilo di carne bovina vengono impiegate 80 vasche da bagno di una casa media italiana. E’ una proporzione pazzesca. Tassare chi mangia carne rossa come indirettamente accade con chi fuma le sigarette? Io credo che la cosa più importante sia l’informazione”.

Quindi la deputata lancia la sua proposta: “Sui pacchetti delle sigarette c’è scritto che fumare nuoce gravemente alla salute. Ecco, questo dovrebbe essere scritto anche sui pacchetti della carne, che viene venduta in modo così asettico che nessuno riesce a collegare che quei pacchetti contengono animali che hanno perso la vita. Ogni scelta deve essere consapevole. Ad esempio nelle macellerie o sui pacchi di carne bisognerebbe scrivere ‘mangiare carne fa venire il cancro’. E considerate che se i macelli fossero di vetro,. tutti diventerebbero vegetariani. Sono contenta che l’OMS abbia dato una veste ufficiale a quello che la scienza medica sostiene da tempo”, ha concluso la Brambilla.

 

GM