Ecco il farmaco contro il cancro a polmoni e reni. Ma quanto costa?

Nivolumab (foto dal web)
Nivolumab (foto dal web)

All’ultimo congresso dell’Aiom, l’Associazione italiana di oncologia medica, svoltosi a Roma nei giorni scorsi, è stato confermato che il tumore ai polmoni è la prima causa di morte nei maschi (26% dei decessi per cancro) e la terza nelle femmine (11%), mentre le nuove diagnosi vedono il tumore ai polmoni al secondo posto tra gli uomini (15% di casi) e al terzo tra le donne (6%).Per tale ragione, è molto positivo l’iter intrapreso nella commercializzazione del nivolumab, il farmaco per i tumori del polmone e del rene, che ormai funziona ma da circa un mese l’uso “compassionevole” – e cioè a titolo gratuito – non è più consentito.

Il programma è stato bloccato dopo che la Commissione europea, il 4 aprile, ha espresso parere favorevole all’utilizzo del farmaco. Diversi studi hanno infatti confermato il beneficio di nivolumab per i pazienti con NSCLC metastatico precedentemente trattati, indipendentemente dall’espressione di PD-L1. L’approvazione permette la commercializzazione estesa di nivolumab per il NSCLC metastatico in pazienti precedentemente trattati in tutti i 28 Stati membri dell’Unione Europea.

Ora, inizia la trafila per la registrazione presso l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e il successivo acquisto a carico del servizio sanitario nazionale. In realtà, già a fine marzo Aifa stabilì “la rimborsabilità nel trattamento del melanoma avanzato e del tumore del polmone non a piccole cellule squamoso avanzato in pazienti pretrattati. Questi pazienti possono oggi contare su una nuova terapia che prolunga significativamente la sopravvivenza a lungo termine con malattia in stadio avanzato”, come spiegato in una nota della Bristol-Myers Squibb.

L’uso di tali medicinali ha dimostrato, finora, di essere la migliore possibilità terapeutica di “seconda linea”, vale a dire successiva a un ciclo di chemioterapia. Al momento, però, risulta difficile per i pazienti utilizzarlo, a meno di non spendere grosse cifre per le cure private. Con nivolumab, intanto, Bristol-Myers Squibb è orgogliosa “di mettere a disposizione dei pazienti una nuova straordinaria opzione terapeutica”, come ha commentato Roberto Tascione, presidente ed amministratore delegato Bristol-Myers Squibb Italia.

GM