Un bacio sulla guancia? Ecco quando è reato

Bacio sulla guancia (Matt Cardy/Getty Images)
Bacio sulla guancia (Matt Cardy/Getty Images)

La Cassazione, accogliendo il ricorso presentato da un 45enne pugliese condannato ad un anno e tre mesi di reclusione per violenza sessuale nei confronti di una quindicenne, alla quale avrebbe dato un bacio sulla guancia, ne ha approfittato per stabilire quando questo gesto è reato. Per la Suprema Corte, “la natura di atto sessuale del bacio sulla guancia non è affatto scontata (chè anzi il bacio sulla guancia è, secondo consuetudine, percepito come manifestazione di affetto o dato in segno di saluto)”. Si deve quindi valutare la “circostanza concreta del caso”.

Per la Cassazione, “ognuno infatti vede che una cosa è baciare repentinamente (ma puramente e semplicemente) una persona sulla guancia, altra è – per esempio – baciare un’alunna in luoghi appartati, trattenendola per i fianchi, chiedendole di essere baciati e rivolgendole apprezzamenti per il suo aspetto fisico, o il bacio sulla guancia dato nel tentativo di raggiungere la bocca”. Concludono gli ermellini: “Non vi è dubbio che il semplice e fugace bacio sulla guancia, dato senza alcuna interferenza nella sfera sessuale della vittima, non possa essere oggettivamente considerato come ‘atto sessuale’ alla stregua del significato ‘sociale’ che al gesto dell’imputato può essere oggettivamente attribuito”. Per tale ragione, la nuova accusa formulata nei confronti dell’uomo è ora di violenza privata.

Di ieri la clamorosa e controversa decisione del giudice per le indagini preliminari di Torino Stefano Vitelli nella vicenda che riguarda un uomo di 45 anni e la sua vittima, una ragazzina di 15 anni nata in Brasile, cresciuta in un orfanotrofio e adottata da una coppia torinese insieme al fratello maggiore. L’uomo ha conosciuto la giovane in una chat di appuntamenti riservata ai maggiorenni, poi si sono incontrati e lei gli ha proposto di fare sesso, salvo poi pentirsene e denunciare il 45enne, che però al processo è stato assolto in quanto l’adolescente, nonostante per gli psichiatri la ragazzina abbia un deficit cognitivo importante, secondo il gip Vitelli non è così grave da condizionare le sue capacità di scelta.

 
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GM