Fabrizio Corona: “ecco quale è stato il mio più grande errore”

Fabrizio Corona fonte web source
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Che sia la volta buona che Fabrizio Corona si lasci alle spalle l’etichetta da Bad boy? Dalle sue ultime dichiarazioni l’ex re dei Paparazzi parla dei bivi della sua vita che lo hanno condotto al carcere, delle scelte sbagliate e degli errori in cui non vuole più incappare:
Sono cambiato. Quando scoppiò l’ inchiesta Vallettopoli nel dicembre 2006 capii che avrei avuto dei problemi ma anche che sarei diventato un personaggio. Fino ad allora ero solo il titolare di un’ agenzia fotografica conosciuto come il marito di Nina Moric e feci la mia prima apparizione all'”Uno contro tutti” del Maurizio Costanzo Show. Ero su tutti i giornali e volevo sfruttare quello che mi stava succedendo. Quando qualche mese dopo mi arrestarono, cavalcai l’onda del successo”.

Prosegue Corona: “Sapevo che quella roba lì non era bella, ho dovuto fare di necessità virtù. Fu allora che inventai il marchio “I Corona’ s” delle magliette. Con il mio arresto avevo i conti sequestrati, la mia azienda bloccata e 30 persone erano sulla strada. Quando sono uscito dal carcere ho trasformato me stesso da imprenditore in personaggio perché avevo capito che la mia immagine mi avrebbe permesso di ricostruire un’ attività. (…) E’ stato il mio errore peggiore. Se fossi stato zitto, se non avessi attaccato nessuno e se avessi studiato i miei processi non avrei avuto le condanne e sicuramente non avrei commesso tutti gli altri reati legati alla vita che facevo. Mi sono fatto prendere dalla foga perché nella mia testa ero convinto di essere innocente e ho reagito in modo sbagliato facendo una serie di stupidaggini clamorose che mi sono costate anni 13 anni e due mesi di galera. Ero troppo impulsivo, troppo istintivo”.

Conclude l’ex re del gossip : “Basta guardare quello che è successo con le Iene qualche giorno fa. Mi hanno provocato, ma sono restato tranquillissimo. L’ultima volta mi denunciarono perché ero saltato addosso a uno di loro (…) Dovevo pagare e sto pagando. Il carcere mi è servito. Ho imparato a difendermi da me stesso e a credere nelle istituzioni. Non tornerò indietro, prima di tutto perché sono più vecchio, ho quasi 43 anni, e poi perché la galera ti segna e io dentro non ci voglio tornare più. Diciamo che il cambiamento è anche spinto da forza maggiore. Le persone che mi stanno vicine non meritano di soffrire ancora e ringrazio il Tribunale di sorveglianza che ha dato la possibilità di riprendere a lavorare e anche il mio avvocato Ivano Chiesa”.
LC

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