Violenta ragazzino adescato in chat, la vendetta del padre

(Pixabay)
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Aveva adescato un dodicenne su Facebook, fingendo di essere una ragazza, poi gli aveva dato appuntamento in un parco e qui aveva abusato di lui ben tre volte. Protagonista della vicenda, avvenuta a Brindisi, il 19enne Simone Perrino, che però non aveva fatto i conti col padre del ragazzino, il quale si è fatto giustizia da solo, prendendo a martellate lo stupratore del figlio. Ora Perrino è accusato di violenza sessuale su minore, per il padre della vittima invece l’accusa è di lesioni personali gravi.

Le indagini sono state condotte dal pm Pierpaolo Montinaro al fianco del procuratore aggiunto Nicolangelo Ghizzardi, che hanno ricostruito fatti iniziati a novembre, con la violenza sessuale, ma venuti alla luce a marzo quando Simone Perrino è finito in ospedale con gravi fratture alla calotta cranica, dicendo poi di essere stato aggredito da alcuni extracomunitari, senza tuttavia riuscire a indicare ulteriori dettagli sulla aggressione.

Il giovane è stato sottoposto a un delicatissimo intervento di Neurochirurgia alla testa, ma è ancora in pericolo di vita, mentre col passare dei giorni la verità è venuta a galla e il padre del ragazzino ha confessato in Questura di aver perso la testa. Intanto, la polizia postale ha acquisito agli atti le conversazioni in chat a fondamento dell’impianto accusatorio e sembra che Simone Perrino abbia adescato altri ragazzini con le stesse modalità.

GM