Difende il figlio condannato per stupro, gli replica un sacerdote

Brock Turner (foto dal web)
Brock Turner (foto dal web)

Continua a far scalpore la vicenda di Brock Turner, un giovane americano che è stato riconosciuto colpevole tre mesi fa di aver abusato di una ragazza che aveva perso conoscenza per aver bevuto troppo dopo una festa universitaria a Stanford. Il giovane rischiava fino a 14 anni di reclusione, la pubblica accusa ne aveva chiesti appena sei, ma alla fine la condanna è stata ben più mite: appena sei mesi di carcere e tre anni di libertà condizionata.

Ciò nonostante, il padre di Brock Turner aveva difeso il giovane sostenendo che suo figlio sarebbe costretto “un prezzo assurdo per 20 minuti di azione su 20 anni di vita”. Al genitore ha replicato John Pavlovitz, pastore del Nord Carolina: “Voglio che tu capisca una cosa e lo dico come un padre di famiglia che ama profondamente suo figlio come tu ami il tuo: Brock non è la vittima. La vittima è la sua vittima. E’ lei quella ferita. Lui è il colpevole”, sono state le parole del prelato in una lettera.

La lettera prosegue: “Questa giovane donna combatterà contro ciò che ha subito per molto più degli imbarazzanti sei mesi a cui suo figlio è stato condannato.Dovrà sopportare l’insopportabile trauma dei “20 minuti d’azione” per tutta la sua vita. Il fatto che tu possa ignorare tutto questo è il nostro problema. E’ questo il motivo per cui giovani uomini continuano a violentare donne”. Il pastore, intervistato poi dalla Cnn, ha proseguito nell’accusa: “Capisco il desiderio di rendere più umano tuo figlio, raccontando al giudice dei suoi cibi preferiti e della sua passione per il nuoto. Ma non esiste alcuno scenario possibile in cui tuo figlio può apparire come la vittima in questo caso. Lui è colui che ha violentato la ragazza. Non riesco a immaginare quanto questa verità ti faccia male, ma è la verità”.

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GM