“La giustizia non distingue un cittadino onesto e un bandito pluripregiudicato”

Walter Onichini (Youtube)
Walter Onichini (Youtube)

Si torna a parlare di legittima difesa, a poche ore dal rinvio a giudizio del macellaio di Legnaro Walter Onichini per il tentato omicidio dell’albanese sorpreso a rubare in casa sua: “Il mio disappunto è tutto nei confronti di una giustizia incapace di distinguere tra un cittadino onesto che paga da sempre le tasse, e un bandito pluripregiudicato, ripetutamente espulso ma ancora libero di circolare nel nostro Paese”, sono state le parole di Walter Onichini, subito dopo la notizia.

Il macellaio nel luglio 2013 ferì gravemente uno dei ladri che misero piede nella sua abitazione. A mostrargli solidarietà, davanti al tribunale, un gruppo di venetisti che hanno definito Walter Onichini “una persona colpevole di aver difeso i propri figli, la moglie ed i suoi beni da una banda di delinquenti entratagli in casa per derubarli”. All’epoca dei fatti, in quattro si introdussero nella sua abitazione: il ladro ferito, un 25enne albanese, uno irreperibile, anche lui albanese, di 28 anni, e altri due complici mai identificati.

Il macellaio, dopo aver sparato e ferito il ladro, lo ha caricato agonizzante nel bagagliaio della sua auto, per poi scaricarlo in un fossato. Walter Onichini ha sempre sostenuto che a sua intenzione sarebbe stata quella di portare il ladro in ospedale, ma questa versione dei fatti non troverebbe conferma dalle indagini svolte dopo l’omicidio.

Il caso Corazzo

Una decisione che va in controtendenza rispetto a quella di qualche giorno fa quando il pm Grazia Colacicco ha chiesto l’archiviazione per Rodolfo Corazzo, il gioielliere che la sera dello scorso 24 novembre a Rodano nel milanese, ha ucciso, sparando alcuni colpi pistola, un rapinatore albanese entrato in casa insieme a due complici. In attesa della sentenza, Corazzo si è già detto soddisfatto della presa di posizione della pubblica accusa: “E’ la fine di un incubo, ringrazio la magistratura per la sensibilità e i carabinieri di Pioltello e Monza che dopo quella sera sono passati innumerevoli volte sotto casa mia. Di sera mia figlia è ancora un po’ scossa e spaventata”.

Rodolfo Corazzo risulta indagato per eccesso colposo in legittima difesa. I magistrati apparivano sin da subito convinti che si trattasse di un caso di legittima difesa, ma ritenevano necessaria un’indagine per fare luce sull’accaduto.  “Il mio assistito – aveva spiegato il legale di Corazzo, l’avvocato Piero Porciani – non è turbato dal fatto di essere indagato ma per il fatto che ci siano dei delinquenti ancora in libertà”. La speranza, per il gioielliere, è che il giudice accolga la richiesta di archiviazione dell’accusa.

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GM